Politica

Nuovo piano strutturale comunale, Occhiuto: «Vi spiego come cambieremo Cosenza»

«Questo è un Piano non di difesa, ma un Piano d’attacco». Così il sindaco Mario Occhiuto ha definito il Piano Strutturale Comunale, presentato nel pomeriggio di oggi a Palazzo dei Bruzi, per iniziativa dell’Assessore alla pianificazione urbana e alla mobilità sostenibile Michelangelo Spataro, ai rappresentanti degli ordini professionali (Architetti, Ingegneri, Geologi, Agronomi e Forestali, Geometri e Periti Industriali), ma anche ai rappresentanti della sezione cosentina dell’ANCE (Associazione nazionale costruttori edili). 

Nel suo intervento, il sindaco Occhiuto ha elencato i tre punti essenziali su cui si fonda il nuovo PSC: la qualità della vita, la creazione di lavoro ed occupazione, la centralità del progetto. «In Calabria – ha detto Mario Occhiuto – credo che Cosenza sia la prima città capoluogo ad adottare un PSC che ha questa formula nuova e questa capacità di innovazione del territorio. Negli anni passati abbiamo avuto dei piani che erano di espansione della città e che prevedevano dei volumi consistenti.

Nel Piano vigente abbiamo ancora 4 milioni di metri cubi che potrebbero essere realizzati in questa città, ma non ci sono neanche più gli interessi economici, stante anche il numero di case ancora invendute. Abbiamo puntato molto – ha aggiunto il primo cittadino – su un Piano diverso, per la prima volta di rigenerazione urbana e di riqualificazione degli spazi e di recupero del centro storico. Un Piano che è incentrato soprattutto su due obiettivi: il primo è disegnare una città con dei servizi di qualità. Il secondo obiettivo è quello di creare nuove opportunità occupazionali e di lavoro. Quindi una città con più servizi qualificati e una città più vivibile da un punto di vista della qualità della vita e con più opportunità di lavoro». 

«Questa volta – ha sottolineato ancora il sindaco –  il Piano riguarda più la città costruita. Noi utilizziamo delle norme ormai vecchie (la legge urbanistica è del 1942), e quindi è come se avessimo un cassetto degli attrezzi con degli attrezzi che non servono, nel senso che dal ’42 in poi le città dovevano essere ancora costruite e avevamo davanti un’espansione delle città. Oggi le città già esistono. Dobbiamo, perciò, riqualificarle, renderle più vivibili e competitive nelle aree e nel territorio».

Occhiuto ha spiegato che «si passa da un Piano Regolatore generico ad un Piano per progetti: quelli per rendere più attrattivo il centro storico (l’ovovia, il Museo di Alarico), i progetti sulle periferie (Vaglio Lise e l’ultimo lotto di via Popilia) lo Stadio con la città dello sport, la riqualificazione di Gergeri, con il Ponte di Calatrava e il Planetario. L’intento è quello di rendere questa città più ricca di opportunità di lavoro per i giovani e di renderla più vivibile con le opere che riguardano la riqualificazione degli spazi, il Parco urbano verde, con percorsi percettivi o sensoriali e percorsi benessere, che ne faranno l’unico polmone verde nel cuore della città ed uno dei Parchi più importanti del Centro Sud Italia. Sono tutte opere che faranno diventare la nostra città, fra qualche anno, una città veramente attrattiva».

Le linee portanti e gli obiettivi del PSC sono stati poi illustrati dal coordinatore del gruppo di progettazione incaricato di redigere il nuovo strumento urbanistico, Arch.Ignazio Lutri. «Il PSC – ha spiegato l’Architetto Lutri – è sostanzialmente lo strumento che fissa il disegno strutturale di lunga durata del territorio comunale, caratterizzandosi per una serie di grandi scelte alle quali fanno seguito tutte le scelte di dettaglio».

Tra gli intervenuti nella discussione anche il Presidente dell’Ordine degli Architetti di Cosenza, architetto Silvano Corno, che ha avuto parole di apprezzamento per il nuovo PSC.

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Redazione Cosenza Channel

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