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Estorsione a un ristorante di Paola, tre condanne in abbreviato

Estorsione a un ristorante di Paola, tre condanne in abbreviato

Termina il processo di primo grado, svoltosi col rito abbreviato, sulla presunta estorsione commessa ai danni dei titolari di un ristorante di Paola. Il giudice per l’udienza preliminare Pietro Carè ha condannato infatti i tre imputati, accusati dalla Dda di Catanzaro. Eugenio Di Puppo e Maria Regina Toscano, rispettivamente marito e moglie, hanno scelto il rito ordinario.

Rispetto alle richieste dell’allora pubblico ministero Pierpaolo Bruni, oggi procuratore capo di Paola, il giudice distrettuale di Catanzaro ha condannato Giacomo Sena, Pasquale Bruni ed Eugenio Bruni a un anno e sei mesi di reclusione. Per Sena ed Eugenio Bruni pena sospesa. Cade l’aggravante dell’articolo sette.

Secondo l’accusa Di Puppo e Toscano, non avendo pagato l’affitto del locale e dopo aver ricevuto la notifica dell’avvio delle procedure di recupero del credito vantato dai titolari – somme quantificate in circa 45mila euro – avrebbero iniziato a minacciare la proprietaria del locale, intimandole di chiudere le bocca perché altrimenti sarebbero intervenuti alcuni presunti componenti del clan “Bruni” di Cosenza. Così la presunta vittima avrebbe continuato nel rapporto contrattuale, affidando il ristorante ancora a Di Puppo e Toscano.

Il collegio difensivo, composto dagli avvocati Antonio Ingrosso, Rossana Cribari, Luca Acciardi, Roberto Le Pera e Vittoria Bossio, aveva messo in discussione la credibilità della vittima ma alla luce della sentenza di oggi annunciano che ricorreranno in Appello. (a. a.)

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