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Programmazione e investimenti: per i tifosi al Cosenza non serve altro

Programmazione e investimenti: per i tifosi al Cosenza non serve altro

Il sondaggio settimanale ha dato un esito interessante: se da una parte il 39% sei fan chiede di aprire maggiormente il portafogli, dall’altra ancora un 39% chiede a Guarascio lungimiranza.

Programmazione e investimenti sono ciò che il pubblico rossoblù chiede a Guarascio per rendere finalmente un top club il Cosenza. E’ il risultato del nostro sondaggio settimanale al netto del quesito posto: cosa serve per diventare grande?
Il 39% dei votanti ha parlato di programmazione. In effetti cambiare un direttore sportivo all’anno, massimo ogni due, non è molto incoraggiante. E’ chiaro che con l’avvento di Trinchera i tifosi sperano in una netta inversione di tendenza.
Un altro 39% chiede al patron maggiori investimenti. Anche quest’anno Guarascio ha aumentato leggermente il budget per il mercato, ma club come Lecce, Alessandria, Reggiana e Catania (senza contare le incognite Trapani e Matera per restare nel girone C, ndr) sembrano vivere sulla luna.
Per il 16% la ricetta è il settore giovanile: non provare mai a dare fiducia ad un giovane della Berretti in prima squadra rende vani i sacrifici del vivaio. Fontana saprà dare maggiore spazio ai vari Stranges e Bilotta? Solo il 4% ha indicato infine la componente sfortuna e il 2% ha addotto ad altri fattori.

Per ciò che concerne i vostri commenti, Paolo Bruno sottolinea: «Unitá pubblico stampa giocatori società, l’ambiente è tutto, se poi facciamo ogni tanto 12000 come con il Pordenone tutto è più bello». Per Attilio Marozzo serve invece «strutturare il settore giovanile, educare i giovani che crescono nel vivaio a giocare secondo i dettami che arrivano dalla prima squadra, avere il coraggio di lanciare il prodotto, ed avere un d.sport con le palle oltre che un allenatore con credo calcistico nuovo ed allo stesso tempo efficace. Con 1.300.0000mila euro se non punti sul prodotto nostrano nn vai da nessuna parte.i migliori auguri di buon lavoro a Trinchera e Fontana». Così Luigi Pellegrini: «Se la società ammettesse di voler intraprendere un campionato da metà classifica non ci sarebbero problemi, anche perché le difficoltà gestionali ed economiche sono sotto gli occhi di tutti. L’importante è che non si prendano in giro i tifosi con falsi proclami e concetti del tipo “armamuni e partiti”».

 

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