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Caccavallo, dall’8 in pagella alla seconda avventura a Cosenza

Caccavallo, dall’8 in pagella alla seconda avventura a Cosenza

La prima partita di Caccavallo con i Lupi fu uno sballo. Era una notte d’agosto e segnò in Coppa Italia, in casa della corazzata Taranto. L’esperienza durò solo 6 mesi ma…

La prima partita di Giuseppe Caccavallo con la maglia del Cosenza fu uno sballo. Era una notte d’agosto e in Coppa Italia, in casa della corazzata Taranto, si beccò voto 8 in pagella. Dall’archivio di Cosenzachannel si legge: «La dura legge dell’ex. Un peperino capace, palla al piede, di seminare il panico nella difesa avversaria. Il suo pezzo forte? I calci piazzati. Ne tira tre colpendo due pali e segnando un gol».

In quella stagione, il 2009-2010, Caccavallo giocò soltanto sei mesi all’ombra della Sila attaccandosi ugualmente ai colori sociali al punto che nel giorno dell’addio, il 18 gennaio, nella nota ufficiale del club ci tenne a salutare i sostenitori dei Lupi: gesto oggi diventato consuetudine grazie al dilagare dei social, molto raro all’epoca dopo così poco tempo in una squadra. «Anche se ho indossato la maglia rossoblù solo per sei mesi – disse – mi porterò sempre nel cuore i ricordi del San Vito».

A distanza di quasi otto anni, sette anni e mezzo per l’esattezza, il grande ritorno. In mezzo una vera sola stagione da urlo, alla Paganese, e qualche buon campionato come quello di Pergocrema che spinse Ursino e il Crotone a portarlo in B. La cadetteria, a dire il vero, Caccavallo l’aveva già conosciuta a Lecce agli albori della carriera: 11 presenze e 2 gol prima della giusta gavetta tra i campi di terza serie. A luglio scorso lo prese la Salernitana, dieci gare tra all’Arechi e il ritorno da top-player in Serie C a Venezia. Campionato vinto e cartellino riscattato dai lagunari.

Caccavallo era promesso sposo del Trapani e Perinetti aveva dato l’ok per il trasferimento del fantasista ai siciliani. Entrambi, tuttavia, non avevano fatto i conti con Trinchera, a suo volta spinto al blitz da Fontana. A distanza di quasi otto anni, così, il talentuoso mancino napoletano sbarca di nuovo in quello stadio che nel frattempo ha cambiato nome. Ritroverà la sua zolla preferita, largo a destra destra, da cui potrà rientrare e calciare in porta. Nel frattempo il Cosenza ha già un rigorista: Peppino dal dischetto non fallisce mai. Visto i recenti trascorsi, è già qualcosa… (Francesco Pellicori)

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