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La Corte dei Conti decide il futuro della società “Alto Tirreno Cosentino”

La Corte dei Conti decide il futuro della società “Alto Tirreno Cosentino”

Si è tenuta ieri, dinanzi alla Corte dei Conti della Regione Calabria di Catanzaro, l’udienza contro Francesco Rovito Francesco, 43 anni di Rende, l’imprenditore che negli anni 2000 ha amministrato la più grande società di gestione dei rifiuti dell’intera costa tirrenica, la società per azioni, a partecipazione pubblica, Alto Tirreno Cosentino.

La Procura Regionale della Corte dei Conti ha contestato al Rovito ed alla società Alto Tirreno Cosentino, ora rappresentata dalla Curatela fallimentare, la condotta di indebita appropriazione di un finanziamento regionale di oltre 900mila euro, stanziato, nel 2010, dalla Comunità Europea, nell’ambito dei progetti denominati POR Calabria, rivolti all’incremento ed alla stabilizzazione dell’occupazionale giovanile.

Secondo la Procura contabile il Rovito e la sua società, con artifici e raggiri, avrebbero, dapprima, ottenuto tale finanziamento e successivamente lo avrebbe impiegato per finalità estranee al progetto europeo, così, di fatto, disperdendo l’ingente somma di denaro.

Queste accuse, nel 2015, consentirono alla Procura della Repubblica di Cosenza di chiedere l’arresto del Rovito per il reato di truffa contro la Comunità Europea; lo stesso Rovito, dopo un breve periodo di detenzione domiciliare, venne rimesso in libertà dal Tribunale di Cosenza. E difatti, successivamente alla sentenza di incompetenza territoriale pronunciata dal Tribunale del Riesame di Catanzaro, il Rovito venne riconosciuto estraneo da tale accusa e, dunque, prosciolto.

Nonostante tale assoluzione, però, il Rovito è stato recentemente citato in giudizio dalla Procura della Corte dei Conti calabrese, che ha chiesto la condanna alla restituzione dell’intero finanziamento di oltre 900mila euro. Da qui l’udienza che si è tenuta ieri dinanzi alla Corte dei Conti di Catanzaro.

All’udienza dinanzi alla Corte dei Conti si sono costituiti sia il Rovito che la Curatela fallimentare della società Alto Tirreno Cosentino, autonomamente difesi dagli avvocati Roberto Le Pera e Giuseppina Carricato, i quali hanno prodotto consulenze e documenti concernenti l’asserita bontà dell’operato del Rovito e della stessa società. Hanno cercato di dimostrare che tutti i licenziamenti dei lavoratori oggetto del finanziamento, avvenute nel corso degli anni, sono state, non solo, giustificate quanto e soprattutto legittime poiché alle stesse sono sempre seguite le sostituzioni di altri lavoratori di pari qualifica, così realizzando il cosiddetto turnover occupazionale.

La Procura della Corte dei Conti, dinanzi all’imponente mole di documenti prodotti dalle difese, nel corso dell’udienza, ha preso atto della correttezza dell’impiego del denaro pubblico ed ha chiesto la riduzione della condanna da 900mila euro a soli 16mila euro.

I difensori del Rovito e della società hanno insistito, invece, per la completa legittimità delle procedure di finanziamento e di spesa del denaro della Comunità Europea , chiedendo, dunque, di mandare esenti da alcuna condanna i rispettivi assistiti.

Nei prossimi giorni, la Corte dei Conti emetterà il verdetto, da cui dipenderà il destino economico dell’imprenditore Rovito e della società.

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