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Pascali: «Cosenza, io leader? Lo deciderà lo spogliatoio» [VIDEO]

Pascali: «Cosenza, io leader? Lo deciderà lo spogliatoio» [VIDEO]

Il nuovo difensore rossoblù Manuel Pascali si presenta: «Il Pasca darà tutto quello che ha, amo i social perché mette in mostra un’altra parte di me. Fontana ci sta massacrando.

SAN GIOVANNI IN FIORE Manuel Pascali è l’uomo copertina dei rossoblù e probabilmente sarà il capitano designato della squadra. L’esperienza e il carisma che si porta dietro è ciò che negli ultimi anni è mancato dalle parti di Via degli Stadi: Trinchera lo ha preso anche per questo. «Io leader? Lo deciderà il gruppo – ha detto nella sua prima intervista nel ritiro di San Giovanni in Fiore – Lo spogliatoio mi ha accolto benissimo ed ho visto in ogni ragazzo grande voglia di fare bene. Io sono un difensore a cui piace il contatto fisico, determinato alla vittoria. Oltre a questo, tuttavia, c’è dell’altro perché il mister ci sta massacrando: vuole che si giochi palla a terra. Il Pasca darà tutto quello che ha».

Il nuovo difensore del Cosenza ha ricevuto nel giorno della firma l’in bocca al lupo da parte dell’ex attaccante dei Lupi Andrea Arrighini. «Ha avuto parole fantastiche e al miele per il sottoscritto – ha aggiunto Pascali – Quando un compagno parla così è sempre un fattore positivo, sono molto contento».

La carriera di Pascali è stata inesorabilmente segnata dall’esperienza con il Kilmarnock, anni su anni in Scozia culminati con la vittoria di una Coppa di Lega. Insomma, un altro calcio. «Non basterebbero pochi minuti per descrivere ciò che ho vissuto, lì la mia vita è cambiata. Sette anni sono tanti, ho avuto anche la fortuna di alzare un trofeo, ma fa parte del passato: io sono qui per portare tutta la mia esperienza al Cosenza».

Sui vari social Pascali è diventato una vera icona grazie alla sua allegria e alla tendenza di tartassare i compagni con degli scherzi esilaranti. «Il calcio ormai va in questa direzione e al sottoscritto piace usare i network per mostrare una parte di me che altrimenti resterebbe nell’ombra. Siamo dei ragazzi normalissimi, come tanti, che magari hanno la fortuna di fare il lavoro che gli piace. La gente non deve vederci come supereroi o cose simili».

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