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Paolo vive, la fiaccolata organizzata a Cosenza da Rievoluzione Calabria

Paolo vive, la fiaccolata organizzata a Cosenza da Rievoluzione Calabria

A 25 anni dalla tragica scomparsa del giudice Borsellino, la città dei Bruzi ne onora la memoria in presenza di istituzioni e cittadini.

In quello che da 25 anni, per ogni italiano, non può dirsi più un giorno qualunque, anche la città di Cosenza ha voluto onorare la memoria del giudice Paolo Borsellino, l’amico fraterno di Giovanni Falcone che ne “raccolse l’ultimo respiro fra le braccia” e che per 57 giorni dopo la strage di Capaci lavorò instancabilmente, lottando contro il tempo alla ricerca della verità sui legami che intercorrevano fra mafia politica ed economia.

Paolo Borsellino: l’uomo integerrimo, l’amico leale, il giudice incorruttibile che come Giovanni Falcone è morto per servire lo stato. A chi gli chiedeva: «Ma non hai paura?». Lui rispondeva: «Non c’è cosa più bella per un uomo che morire per le proprie idee».

La fiaccolata organizzata dall’associazione Rievoluzione Calabria con la partecipazione del Coisp, Comitato per l’indipendenza sindacale delle forze di polizia, ha visto la partecipazione di molti giovani, che 25 anni fa, il 19 luglio 1992, erano solo dei bambini intenti a vivere la loro estate di giochi e divertimenti. Hanno sfilato in silenzio verso Palazzo dei Bruzi, lungo il corso principale della città, seguiti dagli sguardi incuriositi dei bambini di oggi che 25 anni fa non erano ancora nati. In testa al Corteo lo striscione con la scritta: “Paolo vive” a cui hanno fatto da corollario i numerosi esponenti delle istituzioni politiche e accademiche locali. Fra questi Lino di Nardo consigliere al Comune di Cosenza, che ha patrocinato l’evento, Carmine Bruno, il coordinatore regionale di Azione universitaria, ed Ernesto Rapani, rappresentante regionale di Fratelli d’Italia.

«Oggi ricordiamo un uomo coraggioso – ha dichiarato alla fine della manifestazione il consigliere Di Nardo – che è andato consapevolmente incontro alla morte guidato dal senso delle istituzioni e dallo spirito di servizio. Un esempio per tutti noi». (Maddalena Perfetti)

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