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Caccavallo: «All’epoca non volevo partire. Ora posso dare tanto al Cosenza» [VIDEO]

Caccavallo: «All’epoca non volevo partire. Ora posso dare tanto al Cosenza» [VIDEO]

Caccavallo a distanza di otto anni sottolinea: «Mirabelli al Milan? Già allora si capiva che fosse un direttore in gamba. Nella trattativa decisivi Fontana e Trinchera».

SAN GIOVANNI IN FIORE A distanza di otto anni esatti dalla sua prima intervista da giocatore del Cosenza, Peppino Caccavallo torna a parlare in veste ufficiale dopo aver indossato nuovamente la maglia della compagine rossoblù. All’epoca individuò in Porchia e Mortelliti i leader dello spogliatoio, adesso invece potrebbe toccare a lui fare da chioccia ai tanti under che Trinchera ha portato in organico. «All’epoca ero giovane e mi appoggiavo ai consigli dei più grandi – dice – Oggi invece cercherò di mettere a disposizione tutta la mia esperienza e il mio vissuto».

Il paragone con quel Cosenza viene naturale, anche perché per la prima volta dopo anni di 4-2-3-1, Mimmo Toscano passò al 3-4-3. Caccavallo era l’ala destra di un tridente con Biancolino e Danti. Adesso, invece, i suoi partner d’attacco saranno Statella e probabilmente uno tra Mendicino e Baclet. «Giocare a tre in avanti è sempre stato il modulo migliore per me. Toscano e Fontana sono molti diversi, quest’ultimo gioca molto palla a terra con tanti scambi. Ii sono migliorato e non sono più un ragazzino».

Caccavallo ha detto sì al Cosenza dopo una lunga trattativa. Da Venezia, ed anche da Trapani, c’è chi giurava fosse già un calciatore di Calori. «Non nascondo che la trattativa era quasi conclusa. Fontana mi cercava già da un anno e il direttore mi ha voluto fortemente. L’idea di tornare a Cosenza mi affascinava molto perché ho dato poco a questa piazza e all’epoca non volevo andar via. Ora sono convinto di poter dare tanto».

Uno dei primi ds di Caccavallo fu Massimilano Mirabelli, autore al Milan della campagna acquisti forse più vigorosa della storia del calcio. Nel 2008 era il dg dei Lupi. «Non pensavo che arrivasse a questi livelli, ma che fosse un direttore in gamba si vedeva» taglia corto l’esterno napoletano.

Rispetto alla sua prima esperienza, dove in città si respirava grande entusiasmo a margine di una doppia promozione, Caccavallo ha trovato un ambiente diverso, ma ancora frizzante per via dell’emozionante serata vissuta con il Pordenone. «Noi abbiamo bisogno del nostro pubblico. Otto anni fa mi innamorai subito del San Vito avvertendo sensazioni mai provate prima. Sono convinto che quel pubblico può darci la forza per andare avanti». (Antonio Clausi) 

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