Tutte 728×90
Tutte 728×90

Relazione della Dia, «in Calabria più omicidi e meno reati di associazione mafiosa» [GRAFICO]

Relazione della Dia, «in Calabria più omicidi e meno reati di associazione mafiosa» [GRAFICO]

La relazione della Dia, secondo semestre del 2016, non aggiunge e non toglie nulla alle conclusioni della Dna che come abbiamo già visto posiziona la ‘ndrangheta al vertice delle mafie mondiali. 

La relazione del ministero dell’Interno al Parlamento pone una serie di interrogativi che riguardano alcuni dati statistici che negli anni sono cambiati e interessano i fenomeno mafiosi e i reati-fine.

Ma prima di arrivare a uno degli argomenti più rilevanti della relazione della Dia, è necessario dire che gli investigatori in provincia di Cosenza disegnano un quadro criminale già noto in questi anni. Secondo chi indaga il gruppo “Rango-zingari” è tra i più importanti se si tiene conto che ha rapporti con quelli di Cassano all’Jonio, Corigliano e Rossano.

A Cosenza centro invece gli “italiani” hanno la loro fetta di territorio e di attività illecite a cui dedicarsi.

I NUMERI. «Nel secondo semestre 2016 – si legge nella relazione della Dia – l’andamento delle fattispecie delittuose analizzate su base regionale ha fatto registrare, rispetto al semestre precedente, un sensibile incremento delle persone denunciate per i reati di produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 73 DPR 309/90) e per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 74 DPR 309/90), con un aumento percentuale, rispettivamente, di +51,44% e +38,64%». I dati analizzati si riferiscono alla Calabria.

«In aumento anche i reati di omicidio, rapina, usura e contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi. Nel medesimo arco temporale, si è assistito, viceversa, a un decremento dei fatti-reato riferiti ad associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere, tentato omicidio, estorsione, riciclaggio e impiego di denaro».

LE INDAGINI. Da giugno 2016 a dicembre 2016 le procure antimafia calabresi, Reggio Calabria e Catanzaro, hanno portato a termine diverse operazioni contro la ‘ndrangheta. Tra queste vi sono “Reghion” che ha scoperto il sistema corruttivo nel comune di Reggio Calabria, “Mamma Santissima” che ha individuato una “cupola segreta” composta da politici e avvocati che decide chi votare in provincia di Reggio Calabria, “Frontiera” che insieme a “Cinque Lustri” ha inferto un duro colpo alla cosca Muto di Cetraro” e infine “Six Town” che ha permesso di far venire a galla le varie attività illecite delle cosche crotonesi in Italia e nelle province di Catanzaro e Cosenza. (a. a.)

Related posts