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Per il cosentino De Rose un tuffo di 27 metri che vale il bronzo

Per il cosentino De Rose un tuffo di 27 metri che vale il bronzo
Photo Credit To Fin Federazione Italiana Nuoto

Ai Mondiali di Budapest dopo le imposizioni di Tocci, del duo Detti-Paltrinieri e dell’eterna Federica Pellegrini, tocca ad un altro “figlio di Cosenza” far suonare l’inno di Mameli. De Rose è raggiante.

Arrivano altri importanti successi per lo sport italiano impegnato in questi mesi ai Mondiali di Budapest 2017. Dopo le imposizioni di Tocci e del duo Detti-Paltrinieri e dell’eterna Federica Pellegrini, tocca ad un altro “figlio di Cosenza” far suonare il “Canto degli Italiani” di Goffredo Mameli sul palcoscenico ungherese. E’ Alessandro De Rose, il tuffatore dalle grandi altezze che, poco fa, dalla piattaforma dei 27 metri (mostruosi!) incassa la medaglia di bronzo. Si tratta dell’ennesimo storico piazzamento per la Nazionale azzurra, la prima medaglia nella competizione cliff drivers. Basti pensare ai mostri sacri che hanno gareggiato, come gli atleti statunitensi.

Sulle rive del Danubio, a Batthyany Square, proprio difronte la sede del Parlamento ungherese, De Rose, unico italiano in gara, ha rimontato dal nono posto ottenuto alle eliminatorie e raggiunto il terzo piazzamento. Nel primo tuffo, il cosentino eroe di Polignano a Mare viene premiato dai giudici con una serie di 9 che gli valgono ben 97.20 punti.

Dopo la prima tornata, De Rose è al settimo posto con 266,85 punti, a 15 lunghezze dal podio. Nel secondo step grazie soprattutto alla sua spettacolare performance (112,80 punti con coefficente di difficoltà 4.7), ma anche complici gli errori di Miguel Garcia e di Gary Hunt, De Rose riesce ad arrivare fin sopra il terzo piazzamento dietro e Steve Lo Bue e Michail Nevratil.

“In questi giorni il mio migliore amico era diventato il Parlamento di Budapest. Ci parlavo – dichiara De Rose tramite un comunicato stampa della Federazione Italiana Nuoto -, scambiavamo opinioni in riva al Danubio e su per le nuvole”. E lui che ti diceva? “In bocca al lupo!”, De Rose è raggiante, incredulo. Ancora non riesce a realizzare che si è tuffato nella medaglia di bronzo dopo un volo di 68 metri in quattro tappe.

“Non tifo mai negativamente per nessuno, ma dentro coltivavo la speranza – continua De Rose – Il tuffo eseguito da Gary è il più difficile al mondo, hai il 50% di possibilità: puoi farlo da 9 e lo puoi sbagliare; stavolta sono stato fortunato perché in pratica ha determinato la mia medaglia. Dopo il mio tuffo non avevo realizzato perché comunque ero settimo; mi dicevo di stare tranquillo, pensavo alle parole della mia psicologa Consuelo Manfredi che consiglio a tutti, è bravissima, e mi ribadisce sempre di restare umile, di cercare equilibrio tra mente e fisico. Questa medaglia certamente non mi rende tra i migliori al mondo, semplicemente ho fatto ciò che amo fare e stavolta è andata bene”.

Dal successo di Polignano a Mare all’oro di Budapest, il volo di De Rose prosegue sospinto dalle soddisfazioni. “C’è grande differenza tra i due eventi. Non per il valore dei concorrenti, perché siamo sempre gli stessi, e comunque a Polignano a Mare abbiamo saltato per le World Series; ma in questa gara il nervosismo ti mangia; mi ha mangiato dentro, mi ha consumato, non credo di avere più lo stomaco, questo è un mondiale!”. Una medaglia inattesa. “A volte mi sottovaluto, penso che gli altri siano più forti di me. Quindi ho ricordato le parole di Consuelo che mi invita a non guardare nessuno, di pensare solo a me; quindi ho provato ad isolarmi, a non vedere i tuffi degli altri, fino all’ultimo di Gary che avrebbe dovuto confermarlo campione del mondo ed invece ha premiato me”. Ora si festeggia. “C’è da preoccuparsi, perché io non ho ancora pensato ai festeggiamenti, quindi ci penseranno gli altri del circuito”.

Dal centro federale di Trieste a Cosenza si disegna quasi tutta l’Italia dei tuffi. “E’ incredibile come Giovanni Tocci abbia conquistato il podio dal metro e io dai 27. Abbiamo tanto in comune; la stessa passione per i tuffi e per la nostra terra che ci lega. Appena potrò tornerò a casa per mostrare la medaglia a tutti i miei cari”. Infine i rigraziamenti di De Rose “al preparatore atletico Luca Bossi, alla psicologa Consuelo Manfredi, all’allenatrice e fidanzata Nicole Belsasso”. (Giulio Cava)

La classifica finale:
1) Steve Lo Bue medaglia d’oro, 397,15 punti;
2) Michail Nevratil medaglia d’argento, 390,90 punti;
3) Alessandro De Rose medaglia di bronzo, 379,65 punti.

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