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Valle Crati, colpo di scena: si dimette il vicepresidente Luigi Ripoli

Valle Crati, colpo di scena: si dimette il vicepresidente Luigi Ripoli

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del vicepresidente del Consorzio “Valle Crati” inviata al prefetto di Cosenza, con la quale comunica la decisione di dimettersi dall’incarico con effetto immediato.

Con la presente comunico la mia irrevocabile volontà di dimettermi dalla carica di Vice Presidente del Consorzio Valle Crati nonché da componente del Consiglio d’Amministrazione.

Tale sofferta decisione trova fondamento nell’impossibilità di poter proseguire la gestione consortile secondo gli obiettivi che mi ero prefissato all’inizio del mio subentro quale Presidente f.f.

Tra le priorità del mio mandato ho inteso collocare la fitta interlocuzione con tutti i Comuni aderenti al Consorzio Valle Crati nonché con le varie Autorità (vedasi Prefettura Di Cosenza e Regione Calabria) al fine di regolamentare, in maniera chiara, legittima e trasparente, i rapporti tra le amministrazioni in esame in ordine ai servizi gestiti dal Consorzio.

Non è un caso, infatti, che sotto la forte spinta della Prefettura, a seguito di plurimi incontri convocati dal Prefetto di Cosenza, si è giunti all’approvazione del Contratto di Servizio che ha permesso di regolamentare i rapporti tra Il Consorzio Valle Crati ed i Comuni Consorziati secondo un parametro di legittimità che prevede la forma scritta ad substantiam per gli atti inerenti le Pubbliche Amministrazioni.

 Era mio intento evitare che la gestione dei servizi e dei rapporti tra gli Enti summenzionati venisse affidata all’improvvisazione (quasi fosse una gestione condominiale) e non fosse legata ad un regolare contratto che disciplinasse i reciproci diritti e doveri tra le parti in ordine alla fruizione del servizio.

Circa la necessità di un Contratto di Servizi regolarmente approvato nei rispettivi Consigli Comunali e, successivamente, sottoscritto tra gli Enti interessati, appare opportuno ribadire e sottolineare (oltre le varia giurisprudenza sul punto) la recente pronuncia della Corte di Cassazione in ordine alla vertenza Consorzio Valle Crati c/ Comune di Cosenza definita con sentenza n. 8630/17 (per come a Voi ampiamente noto) nella quale si specifica la necessità della forma scritta ad substantiam nel rapporto tra Enti Pubblici. Da qui l’avvenuta regolamentazione dei rapporti mediante la sottoscrizione del Contratto di Servizio.

Inoltre, nonostante le varie difficoltà economiche in cui versa l’Ente, dovute a problematiche nate sotto gestioni pregresse e relative a decenni orsono, ho provveduto, con l’encomiabile ausilio degli Uffici Consortili, nonché di tutto il Consiglio di Amministrazione, a mantenere elevati standard qualitativi in merito al servizio di depurazione, sempre e costantemente rispettosi dei parametri di legge (a tal proposito si possono verificare i dati A.R.P.A.CAL regolarmente pubblicati sul sito internet del Consorzio Valle Crati).

Inoltre pari attenzione, ed efficacia, è stata rivolta alla gestione della Discarica Consortile, sita in agro di San Giovanni in Fiore, costantemente monitorata e oggetto di un notevole risparmio in ordine alle spese di gestione, frutto di un’attenta interpretazione del principio della spending review, principio che ho inteso perseguire in ogni segmento della mia gestione (non mi pare superfluo sottolineare che il sottoscritto, ad oggi, non ha percepito dal Consorzio Valle Crati neppure un solo centesimo a titolo di indennità spettante al Vice Presidente) nella convinzione della necessità di salvaguardare, sempre e comunque, l’interesse della collettività in ordine alla gestione di servizi essenziali che hanno irrimediabili ricadute in materie delicate e sensibili per la salute pubblica , quali quelle ambientali.

Oggi, però, alla luce del pignoramento subito dal Consorzio Valle Crati in relazione alla vertenza con Fisia Italimpianti s.p.a. (pignoramento che, lo si ribadisce, è stato accordato nonostante si tratti di somme destinate a specifico vincolo funzionale, connaturate alla gestione dell’impianto di depurazione e della discarica consortile) unito al mancato riscontro da parte dei Comuni interessati in merito alla proposta formulata in sede di Assemblea dei Sindaci e ribadita a mezzo p.e.c., circa la soluzione individuata al fine di poter risolvere la vertenza e permettere, pertanto, lo svincolo delle somme e la prosecuzione della corretta gestione dei servizi, improntati alla piena legalità, per come assicurato sin a questo momento, mi vedo impossibilitato a proseguire nel mio mandato secondo quelli che, da sempre e fin da subito, sono state la mie intenzioni votate al serrato confronti con i Comuni consorziati nell’interesse della tutela dell’ambiente e nel pieno rispetto della legalità dei risultati e legittimità delle procedure.

Tra l’altro, nonostante i ripetuti solleciti operati ai Comuni in merito al pagamento delle ordinarie quote consortili, solleciti giustificati proprio dall’attuale situazione economica del Consorzio Valle Crati, dovuta a gestioni poco accorte che si sono succedute nel corso dei decenni passati, ad oggi nulla è stato fatto affinchè si potesse consentire al sottoscritto la gestione corretta dell’attività amministrativa dell’Ente da me rappresentato.

Corretta gestione a cui intendo transigere e che, allo stato, senza il propositivo intervento dei Comuni non è più realizzabile.

Infine si sottolinea l’impossibilità a ricorrere all’anticipazione di tesoreria che, in ogni caso, non sarebbe sufficiente ad assicurare la corretta e legittima erogazione dei servizi.

Ritengo, pertanto, che allo stato non sia ulteriormente procrastinabile la mia attività di Vicepresidente / Presidente f.f. del Consorzio Valle Crati in quanto non più funzionale agli obiettivi prefissati e che l’Ente richiedeva per la corretta gestione del medesimo, obiettivi perseguiti con alto senso del dovere verso l’interesse generale e delle collettività, su tematiche sensibili quali quelle ambientali, nonostante le deficitarie condizioni economiche del Consorzio Valle Crati (che, in virtù dell’alto senso del dovere cui prima accennavo, hanno indotto il sottoscritto a non percepire compensi per la propria attività) e nonostante il notevole tempo sottratto alla mia professione di Avvocato, alla mia attività di amministratore del Comune di Montalto Uffugo e, non per ultimo, alla mia famiglia.

Rimetto, pertanto, il mio mandato nelle mani dei rappresentanti dei Comuni nonché nelle mani dell’Ecc.mo Prefetto atteso che, ai sensi dell’art. 31 dello Statuto Consortile vigente, le funzioni di Presidente “sono assunte, in ordine: a) dal Vicepresidente; b) dal rappresentante del Comune capobacino. All’atto delle dimissioni del sottoscritto Vice Presidente, pertanto, e considerata la temporanea sospensione dell’attuale rappresentante del Comune capobacino, vorranno l’Ill.mo Sindaco del Comune capobacino, nonché l’Ecc.mo Prefetto adito intraprendere tutti i provvedimenti che riterranno opportuni in merito alle modalità di gestione transitoria dell’Ente finchè non saranno spirati i termini del provvedimento interdittivo comminato a carico del Presidente Granata.

Ritengo opportuno ringraziare tutte le persone con cui mi sono interfacciato in questi mesi della mia reggenza (Consiglieri d’Amministrazione, Sindaci, Rappresentanti dei Comuni) con una menzione particolare per gli Uffici Consortile che, con innegabile ed impareggiabile senso del dovere, lavorano quotidianamente, in condizioni difficili, per la tutela dell’interesse comune.

Cordialità, avv. Luigi Ripoli

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