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Furto, tentato furto e resistenza a pubblico ufficiale, minacce e lesioni: scattano due arresti

Furto, tentato furto e resistenza a pubblico ufficiale, minacce e lesioni: scattano due arresti

Il piano di prevenzione e repressione dei reati predisposto e voluto dal Questore di Cosenza Giancarlo Conticchio, per il periodo estivo, produce i suoi effetti quotidianamente. Nelle scorse ore, personale della Polizia di Stato appartenente all’U.P.G.S.P. della Questura di Cosenza ha tratto in arresto, per due distinti fatti criminosi, Matteo Cristiano e Carmine Longo, rispettivamente di anni 22 ed anni 40.

Il primo è stato arrestato perché responsabile di furto aggravato, resistenza a Pubblico Ufficiale, minacce e lesioni a pubblico ufficiale. In particolare il predetto dopo aver sottratto con un’azione fulminea la borsa ad una donna che stava cenando insieme al suo compagno in piazza Duomo, si dava alla fuga per le stradine del centro storico di Cosenza. Il compagno della donna contattava immediatamente per telefono la Sala Operativa della Questura che prontamente inviava sul posto le Volanti ed, in ausilio, anche personale del Reparto Prevenzione Crimine Calabria Settentrionale della Polizia di Stato.

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Poco dopo Cristiano veniva rintracciato dagli agenti che lo bloccavano nonostante lo stesso avesse opposto non poca resistenza. Dell’accaduto veniva informato il P.M. di turno che disponeva di accompagnare l’arrestato presso il suo domicilio a Cosenza.

Il secondo episodio, di cui si è reso protagonista Longo è accaduto nella scorsa notte. Personale della Squadra Volante lo ha tratto in arresto perché resosi responsabile dì tentato furto aggravato all’interno della sala slot di un bar. Longo  dopo aver infranto il vetro dell’entrata del locale, cercava di rubare il denaro contenuto nelle slot e nella cassa, ma veniva bloccato degli agenti della Polizia di Stato mentre si trovava ancora all’interno dell’esercizio commerciale. Subito veniva accompagnava presso gli Uffici della Questura. Informato il P.M. di turno, disponeva gli arresti domiciliari in attesa di definire il processo per direttissima.

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