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Il ricorso del Rende si discute l’11 agosto. Chiacchio: “Iter più snello e rapido”

Il ricorso del Rende si discute l’11 agosto. Chiacchio: “Iter più snello e rapido”

Il noto avvocato precisa: “Non è da escludere una sentenza nella settimana. Possibilità sull’ammissione? Le percentuali le possiamo lasciare agli astrologhi… non ai tecnici. Per il resto bisogna seguire l’udienza”.

Il Rende ha giocato la sua carta. Infatti, ieri la società del presidente Fabio Coscarella, in accordo con  il legale napoletano Eduardo Chiacchio e il collega Michele Cozzone, ha depositato, al Collegio di garanzia del Coni, il ricorso dopo la decisione del Consiglio Federale della FIGC che di fatto ha escluso la compagine biancorossa dal prossimo campionato di Serie C. Il Presidente della Prima Sezione del Collegio di Garanzia, prof. Mario Sanino, ha fissato per il prossimo 11 agosto, a partire dalle ore 11.00, l’udienza di discussione del ricorso Rende Calcio 1968 /FIGC contro la delibera del Consiglio Federale (C.U. 30/A del 4.8.2017) che ha respinto la domanda di ripescaggio al Campionato di Serie C, per la stagione 2017/2018. La decisione verrà emanata a Roma, in una pubblica udienza presso il Foro italico.  Per approfondire la questione, abbiamo contattato l’avvocato Chiacchio.

Avvocato Chiacchio, ci spiega il punto della situazione?
“Il punto della situazione è semplice. Nel senso che, prodotto ricorso, la controparte è la FIGC che ha due giorni di tempo per notificare le proprie controdeduzioni in merito al il ricorso che è stato proposto dal Rende calcio. Tuttavia, nella fattispecie non dovrebbero essere presenti le controparti. Dunque, l’iter dovrebbe essere più snello e rapido, tanto che non è da escludere una sentenza entro la settimana”.

Tecnicamente, cosa avete precisato nel ricorso?
“Non parlo di ricorsi, ne parlo in udienza e non certo pubblicamente. Se vuole sapere qualcosa di significativo, allora, dico che il presidente Coscarella, una volta esaminata la delibera della FIGC di esclusione dal campionato e una volta resosi conto che la fideiussione depositata è stata dichiarata non valida, ha provveduto immediatamente a denunciare i fatti alla Guardia di finanza e alla Procura della Repubblica, perché ha pagato un importo per il rilascio di una fideiussione ritenuta non valida. Poi saranno gli organi inquirenti e requirenti ordinari a stabilire se si è sbagliato o chi ha sbagliato. Intanto, il presidente ha pagato una somma non da poco per la prima fideiussione, facendo uno sforzo incredibile, e poi per una seconda, in poche ore tra l’altro. I fatti sostanziali sono questi”.

Il Consiglio Federale della FIGC, nel respingere la domanda di ripescaggio, è stato, forse, troppo puntigliosi?
“Non ha fatto altro che compiere il proprio dovere. Se si deposita una fideiussione che non è valida, il minimo che si possa fare è respingere la domanda. Poi, come accennato sopra, ci saranno ulteriori sviluppi su questa fideiussione. E sotto questo profilo, devo dire, che il primo a muoversi, il primo a denunciare i fatti e l’accertamento di eventuali responsabili è stato proprio il presidente Fabio Coscarella. Il Consiglio, ripeto, ha fatto il proprio dovere e non poteva esimersi e, dunque, respingere la domanda di ripescaggio del Rende calcio. Inoltre, i discorsi che ho sentito fare del Messina e quant’altro… sono chiacchiere da bar che non appartengono ne a me, ne al Consiglio Federale e ne al presidente Coscarella”.

Quanta possibilità esiste per l’eventuale ammissione?
“Spiace per questa domanda. Parlo di vero, non faccio il possibilista. Faccio il ricorso e do il meglio per il ricorso. Le percentuali le possiamo lasciare agli astrologhi… non ai tecnici. Per il resto bisogna seguire l’udienza”. (Giulio Cava)

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