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Corsi: «Cosenza, un onore indossare la fascia che fu di Gigi»

Corsi: «Cosenza, un onore indossare la fascia che fu di Gigi»

Corsi è alla sua quinta stagione in rossoblù: «Trinchera mi cercò per andare a Lecce. Il direttore si sta dimostrando un gran lavoratore. Daremo fastidio a tutti».

E’ il veterano della squadra, tanto da essere considerato dalla società (non solo per lo status in Lega) un calciatore bandiera. Il club e i compagni hanno deciso di dargli i gradi di capitano nel corso del ritiro a San Giovanni in Fiore e nella prima uscita contro l’Alessandria ha cercato di farsi rispettare da tutti gli avversari. «E’ un orgoglio per me portare la fascia di Marulla – dice Corsi – Non mi pesa perché in passato mi ci sono sentito capitano anche senza indossarla, stessa cosa devono fare i miei compagni quest’anno».

Per lui è arrivata subito una prestazione super, tanto da essere tra i migliori in campo. L’azione che ha portato al gol generato da Caccavallo è merito suo. «E’ un modo di giocare totalmente diverso dagli ultimi anni, ma non dico che sia giusto o sbagliato – aggiunge Corsi – La prima partita ha mostrato solo qualcosa di nuovo, ma in campo saremo sempre in ventidue e c’è da stare con le orecchie tese: i pericoli sono dietro l’angolo».

Il gruppo sembra abbastanza coeso. «A Cosenza si cerca prima l’uomo che il calciatore e questo facilità molto l’integrazione dei nuovi nello spogliatoio – sentenzia Corsi – Fontana? Abbiamo un buon rapporto, ma nei limiti delle nostre rispettive professioni. E’ un perfezionista, un “animale” che non permette alcun calo di concentrazione. Gli allenamenti molto intensi e viaggiamo al ritmo di doppie sedute».

Ha ritrovato un direttore sportivo che per lui ha un debole. «Trinchera mi chiamò a dicembre del 2015 per andare a Lecce – svela Corsi – Ci fu qualche telefonata. Meluso però disse ai salentini che non mi sarei mosso ed era anche la mia volontà».

Corsi, come detto, è alla quinta stagione in rossoblù. «Rispetto a quando sono arrivato c’è stato sempre un crescendo di qualità, ma non so quale sia stata la formazione più forte. Deciderà il campo, ma il quinto posto di due anni fa arrivò a margine di un girone di ritorno dove incassammo appena 7 gol. Siamo un spogliatoio molto amalgamato. Prendete Pascali, ha 36 anni ma talvolta ne dimostra 17».

Chiusura dedicata alla griglia di partenza della Serie C. «Abbiamo tante ambizioni e il Cosenza deve avere sempre in testa le prime posizioni – sgombra il campo Corsi – Partiamo tra i favoriti, magari non per il primo posto come Lecce, Catania e Trapani, ma tramite il lavoro che stiamo facendo possiamo dare fastidio».

«Concorrenza? Sì, è sempre stato così nel corso della stagione. Chi arriverà è sempre ben accetto, dovrà allinearsi con il gruppo perché è già un po’ avanti per affiatamento e apprendimento delle idee del mister. Trinchera però non sbaglierà».

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