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Intervista al campionato: «Il Lecce deve fare i conti con me. Se il Cosenza…»

Intervista al campionato: «Il Lecce deve fare i conti con me. Se il Cosenza…»

– di Antonio Clausi
Oggi parte la serie Serie C dopo due mesi in cui è successo tutto e il contrario di tutto. Salentini in pole position nel primo anno in cui sarà possibile effettuare 5 cambi.

Salve, come si sente nel primo giorno di scuola?
«Siete voi che venite da me, io sono la scuola. Io sono il campionato. Quando gli altri si riposano, io lavoro come un matto».

Però ormai nessuno fa tre mesi di vacanza come lei, sembra un professore degli anni ’70.
«Ma dico: ci siete o ci fate? Il mercato, i gironi, i calendari, la Covisoc, le sentenze dei tribunali e il Coni non vi dicono niente? Qui non si dorme mai, altro che vacanza. Ci vorrebbe un sostituto ogni tanto».

A proposito di sostituti, quest’anno ce ne saranno cinque a squadra per partita.
«L’ho letto da qualche parte, ma non so come andrà a finire. Io sono un nostalgico e ricordo i tempi andati. L’arbitro era in giacca nera e dagli spalti gli gridavano di tutto, c’erano i tamburi e i fumogeni. Per fortuna hanno deciso di chiamarmi di nuovo col mio nome: Serie C. Ad ogni modo sono sincero: non conosco ancora gli esiti del nuovo regolamento».

Conosce almeno tutte le squadre che prenderanno posto ai nastri di partenza?
«No, ma il girone C andrà modificato visto che è stata riammessa la Vibonese. Sentite, ora basta: passiamo alle cose formali come direbbe Fassone».

Quali sarebbero, scusi?
«La griglia di partenza e i pronostici».

Ah, bene: si diletta così. Avanti, allora: Lecce con un piede già in B?
«Li vuole fare lei i pronostici?».

No, ma almeno una domanda me la lasci fare. Che intervista è altrimenti?
«Ok, il bonus se l’è giocato però. Il Lecce in altri tempi avrebbe già vinto in partenza, ma lo sapete che sono pazzo. Quindi deve fare i conti con me. Nelle ultime stagioni c’ha provato, non gli ha detto bene. Meluso ha rinforzato ancora un organico già forte con Marino, Armellino e Di Piazza. Ricomincia da Francavilla dove l’anno scorso ha perso il primo posto: bello scherzetto gli ho giocato…».

Il Catania ha cambiato molto…
«E’ leggermente avanti al Trapani, ma sulle due siciliane mi esprimerò intorno a novembre. Certo che Lo Monaco se si mette in testa una cosa prima o poi la fa. Lo conosciamo tutti. Lucarelli è alla sua prima stagione di vertice, sono curioso di capire come sistemerà il centrocampo e come guiderà un organico profondamente rinnovato. A parità di condizione, Ripa vale Caturano. I granata? Se Calori ha accettato di restare anche in Serie C un motivo ci sarà. Hanno trattenuto lo zoccolo duro puntellando l’organico. Peccato per Citro, lo avrei salutato con affetto».

Mi gioco il jolly e le faccio un’altra domanda: che pensa del Cosenza?
«Che farà divertire i suoi tifosi, ma per adesso è un gradino sotto al Lecce e mezzo gradino dietro alle due isolane. Mi pare che ieri Fontana abbia detto che il mercato di solito si fa gli ultimi due giorni. Se fosse così, me ne sarei stato spiaggia in riva al mare, ma probabilmente ha lanciato un messaggio alla piazza».

Cosa ha letto in quelle parole?
«Un attimo che prendo la palla di vetro».

Faccia con comodo, eh. Siamo qua, mica andiamo via.
«Che spirito di patata. Comunque il Cosenza è l’incognita più grande: se Trinchera opererà come credo dovremo rivedere insieme la griglia di partenza».

La Calabria è ben rappresentata.
«Concordo. In casa mia non manca mai il peperoncino, un barattolo di funghi, la nduja e un po’ di pesce spada fresco per le buone occasioni».

Sia serio per cortesia.
«Era una battuta, la prenda a ridere. Provengo da due mesi dove mi hanno detto tutto e il contrario di tutto, provo a sdrammatizzare un po’! Il Catanzaro però dalla cintola in su mi piace. Onescu, Maita e Benedetti rappresentano una buona mediana, stesso discorso per l’attacco: Cunzi-Infantino-Falcone è un tridente insidioso. La Reggina deve riaccendere l’entusiasmo di una piazza calda come le temperature di questi giorni, il Rende invece è chiamato all’impresa. Ma occhio a Trocini, è un tecnico preparato. Sulla Vibonese parlerò dopo il ricorso».

Vuole dire altro?
«Sì, Casertana e Sicula Leonzio outsider: mi è piaciuto molto come hanno operato finora e qualcosa mi dice che non sia finita qua. Al Matera hanno smontato una squadra, ma è Auteri la vera garanzia dei lucani».

Allora arrivederci caro campionato e buona fortuna.
«Arrivederci, esca dal retro per cortesia e chiuda il portoncino. Non vorrei che mi entrasse in casa un’altra squadra a settembre…».

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