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Cosenza, il bruco che aspetta di diventare farfalla

Cosenza, il bruco che aspetta di diventare farfalla

– l’editoriale di Piero Bria – 
Il Cosenza non ha iniziato come molti speravano. Ma questo non deve essere un motivo per sentenziare frettolosamente. Le ultime ore di mercato serviranno a modellarci. Poi sarà campionato vero. 

Premessa doverosa: il Cosenza di Monopoli non è piaciuto neanche al sottoscritto. Eppure siamo alla prima giornata di campionato con diverse ore a separarci dalla chiusura del calciomercato. Iniziare a sentenziare ora sarebbe troppo pericoloso.

Il Cosenza di Fontana è nato a piccoli passi con una squadra che ha preso forma a ritiro in corso. Per un allenatore non è mai facile dover ritornare su determinati concetti, ma soprattutto cercare di far sì che quei concetti diventino utili ai sincronismi di una squadra che, fino a ieri, era abituata ad un calcio più pratico e meno votato alla manovra.

Molière diceva: «Abbiate pure cento belle qualità, la gente vi guarderà sempre dal lato più brutto». E’ giusto che questo Fontana lo sappia, è la vita degli allenatori e non solo.

Mettendo da parte i calci piazzati, la poca determinazione di inizio gara e la gestione della palla in alcuni frangenti (i lati più brutti del Cosenza visto fino ad ora) bisogna sottolineare un aspetto. Il Cosenza ha un allenatore che vuole che la sua squadra giochi sempre la palla, anche nelle situazioni più difficili.

Ora, non si può pretendere che il bruco diventi immediatamente farfalla. Bisogna seguire degli stadi che gli consentono la trasformazione.

L’arrivo di Fontana e di altri giocatori non significa che, nel giro di poche settimane, si possa avere la squadra migliore della Lega Pro o quella che esprime il gioco più interessante.

Il tecnico tanto caro a Fontana (leggi Sarri) iniziò in malo modo la sua avventura a Napoli. Sconfitta con il Sassuolo (1-2) e due pareggi contro Sampdoria ed Empoli (2-2). Sappiamo tutti chi è oggi Sarri e cosa sta facendo a Napoli.

Qualcuno potrà obiettare dicendo che i partenopei hanno giocatori di alto profilo e possono permettersi un determinato tipo di gioco.

Ma non credo che sia questo il motivo che deve indurre a pensare che il Cosenza non possa migliorarsi.

Il Foggia dovrebbe far riflettere in molti. E’ stata la squadra che, in questi anni, ha espresso un calcio propositivo e che, dopo diverse stagioni, è riuscita finalmente ad approdare in cadetteria.

Questo per dire cosa? Che anche in una categoria di Lega Pro, con giocatori di Lega Pro, si può provare ad esprimere un gioco arioso, si può provare a rischiare. Si può provare ad essere una squadra di alto profilo.

Consentitemi infine di aprire una parentesi su quanto avviene alla viglia di ogni campionato. Ogni squadra, ogni piazza, ogni società pensa di poter fare il miglior campionato e di stupire tutti o quasi.

E’ l’auspicio che va a scontrarsi con la nuda realtà. Cosa fare? Piedi ben saldi a terra, determinazione massima, voglia di vincere e come scriveva Pino Daniele: “’a cazzimma”…che a volte fa la differenza.

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