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Fontana difende Baclet e Mendcino: «Per il nostro mercato nessuno meglio di loro»

Fontana difende Baclet e Mendcino: «Per il nostro mercato nessuno meglio di loro»

Il tecnico del Cosenza presenta la gara con la Fidelis Andria, squadra che Fontana rispetta molto: «I calciatori sapranno solo domani mattina la formazione, perché vogio che stiano sulla corda fino all’ultimo».

Si è conclusa un’altra settimana di duro lavoro per il Cosenza. Fontana è consapevole che soltanto con il tempo e con l’amalgama le sue idee verranno fuori così come le ha ben impresse in mente. «I calciatori sapranno solo domani mattina la formazione, perché vogio che stiano sulla corda fino all’ultimo – esordisce il tecnico – Corsi? Torna con noi dopo la squalifica, ma nemmeno lui sa chi giocherà. Spostare Idda a destra sabato scorso è qualcosa dettato anche degli avversari, per domani mi auguro di non dover apportare correttivi se no dall’inizio». La parola magica negli ultimi tempi è equilibrio. «E’ una caratteristica che stiamo ricercando, ma la si troverà solo attraverso il vissuto. Pensavamo di iniziare in un certo modo, ma abbiamo dovuto rivedere qualcosa perché è importante anche portare a casa l’esperienza».

A chiudere il match con la lingua di fuori spesso sono gli esterni. «Se avranno la fortuna di confrontarsi con un calcio diverso in categorie superiore dovranno rapportarsi con un mondo nuovo. Callejon, Mandzukic sono funzionali alle due fasi». Sulla graticola sono finiti invece Mendicino e Baclet. «Stanno facendo qualcosa di diverso rispetto al passato ed anche loro cercano di assimilare le mie richieste, questo quindi sposta la fatica mentale verso questo tipo di esercizi. Non ho problemi a credere – sottolinea Fontana – che a breve faranno tutto con semplicità, anche i gol. Loro sentono il peso della responsabilità, ma sono strafelice di averli a mia disposizione. Li abbiamo voluti e difesi perché sul mercato, per il nostro mercato, non c’era nulla di meglio. Hanno la nostra totale fiducia, quella che si vive sotto porta è una fase di transizione».

Statella e Loviso forse partiranno ancora dalla panchina. «Sanno che le scelte nel gioco del calcio ci sono, loro sono dei professionisti e devono attenersi alle mie decisioni. La panchina non è una punizione – aggiunge Fontana – ad esempio Statella ha la pubalgia da gennaio e non si è quasi mai allenato. Metterlo in campo significa fargli fare brutta figura, in più non è funzionale alla squadra. Sta meglio Loviso, anche perché Peppe ha preso una botta al costato e influisce sulla condizione generale».

Chiusura dedicata all’Andria, di cui Fontana non si fida. «Non è molto cambiata dallo scorso campionato. La definisco di categoria, che bada al sodo e che riesce a far giocare male l’avversario. Vanta elementi con individualità interessanti, va presa con le molle e soprattutto c’è da essere cattivi nella fase di costruzione, perché il gol deve partire dai due difensori».

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