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Ecco Gigi De Rosa nelle vesti di capo del settore giovanile del Rende: «Progetto che mi piace»

Ecco Gigi De Rosa nelle vesti di capo del settore giovanile del Rende: «Progetto che mi piace»

L’ex bandiera del Cosenza sta curando da mesi il vivaio dei biancorossi. De Rosa: «Quando c’ è un’ organizzazione, quando ognuno sa cosa fare, si può lavorare bene».

Nel momento di perfezionamento, in cui si accede al gradino più alto, il cambiamento è implicito. Il Rende da quest’anno è tornato a calcare i campi del terzo campionato professionistico, la Serie C, che al club delle tre torri mancava dai lontani anni ‘70 e ’80, dalle epopee vincenti dei patron Gaetano Sesso e Fulvio Coscarella. Oggi al posto c’è sempre un Coscarella, il nipote Fabio, che dopo una battaglia legale condotta insieme agli avvocati Chiacchio e Cozzone, è riuscito ad eguagliare i successi del padre.

Nel processo di miglioramento, il Rende si è adeguato sull’impiantistica e sul settore giovanile. Entrambi viaggiano di pari passo. Nello scorso anno, in Serie D, Coscarella ha ultimato il campo dall’allenamento della prima squadra e del settore dedicato alla formazione dei giovani calciatori. “Casa Rende”, infatti racchiude lo stadio “Marco Lorenzon” (che il 12 settembre scorso ricorreva il quarantennale della sua morte, avvenuta in un incidente stradale) e il campo adiacente destinato alle sessioni in preparazione alle gare.

Alla guida delle giovanili biancorosso c’è Gigi De Rosa, già calciatore di Bari, Pescara, Matera e Cosenza e poi allenatore oltre che dei rossoblù, di Crotone, Pescara, Francavilla, Castrovillari, Monopoli e poi Rende. La sua esperienza per accrescere la qualità e la competitività della società biancorosso, che, nelle scorse settimane, ha ingaggiato come responsabile scouting Franco Gagliardi, in passato osservatore della Reggina. Per rendere l’idea, anni fa in questo modo De Rosa parlava di calcio ad un quotidiano nazionale: «Nel calcio non ci sono verità assolute, nel calcio non s’ inventa nulla. Quando c’ è un’ organizzazione, quando ognuno sa cosa fare, si può lavorare bene». Poi il segreto personale della ricetta anticrisi: «Ho giocato in tutti i ruoli: difesa, centrocampo, attacco. Cerco di estrarre da ogni mia esperienza le cose positive e di metterle assieme».

ORA A RENDE. Intervistato da Cosenza Channel, l’ex bandiera del Cosenza ci spiega il perché della sua scelta per Rende: «E’ un progetto che bolliva in pentola. Mi piace, ho trovato le condizioni giuste. Mi sento a casa. Lo scorso anno ci siamo organizzati nel migliore dei modi prima che finisse il campionato. Abbiamo setacciato il territorio e, per il momento, ci siamo muniti del meglio che potevamo prendere, secondo le possibilità societarie». Il metodo utilizzato? «Quello che fanno tutti – spiega De Rosa -, ci siamo ritrovati già a giugno a lavorare e abbiamo contattato vari ragazzi, mettendo il campo a disposizione effettuando numerose sedute di allenamento nelle quali abbiamo visionato tanti ragazzi di tutta la provincia e anche fuori. Poi siamo passati alla scelta, cercando di ridurre a minimo gli errori. Tutto sommato, abbiamo fatto un lavoro discreto».

Come scritto sopra, nella passata stagione tutta la famiglia del Rende calcio si è munito del campo di allenamento, elemento indispensabile per lavorare. «E’ iniziato un nuovo progetto con una  buona struttura – è l’analisi del tecnico – con spogliatoi. Mi piace l’idea di questo progetto, da parte nostra cercheremo di dare tutto il nostro apporto».

MISTER MODESTO. Anni fa il Rende ingaggiò come tecnico della Juniores (ancora si parlava di Serie D), l’ex capitano del Cosenza Aniello Parisi. Tutt’oggi, Parisi guida la Primavera del Crotone in Serie A. Invece, su quella del Rende siede attualmente Francesco Modesto, che propria a Rende ha chiuso la sua carriera da giocatore: «Francesco inizia il suo percorso da allenatore – afferma De Rosa – ha tanta passione. Questa estate ha svolto il corso a Coverciano calandosi nei nuovi panni. Lavora nel migliore dei modi. Oltre a lui ci sono tante altre persone che lavorano dalla mattina alla sera in Casa Rende, quindi, è una grande famiglia dove si cerca di sbagliar di meno e svolgere egregiamente il nostro lavoro. Se ci sono giovani interessanti? Ripeto, abbiamo preso il meglio che potevamo prendere. Nel lasso di tempo che va dai Giovanissimi in poi c’è una fase importante, dove interessi esterni possono affievolire la passione. Chi è tenace, chi non sperpera il suo tempo, chi va a scuola, chi si allena. Ovviamente chi dedicare molto tempo al calcio, avrà altrettanti possibilità”.

SGUARDO AL CAMPIONATO. Non manca il parere di De Rosa su questo avvio del campionato di Serie C, in particolare il girone C: «Siamo all’inizio. In queste prime 4 partite chi ha valore, chi pensava ad un obiettivo, chi è riuscito a cavalcarlo, poi ci sono anche quelle squadre che sono a metà ed altre più giù. Il campionato ancora si deve delineare. E’ ancora presto per esprimere un giudizio definitivo. Molto importante per il Rende è fare più punti possibili per centrare la salvezza. Credo che la nostra squadra sarà sempre guardingo nel raggiungere l’obiettivo prestabilito». (Giulio Cava)

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