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Cenzino Morelli-Paolo Fabiano Pagliuso, a cena la storia del Cosenza Calcio 1914

Cenzino Morelli-Paolo Fabiano Pagliuso, a cena la storia del Cosenza Calcio 1914

I due ex presidenti si sono rivisti dopo tanti anni. Pagliuso e Morelli hanno discusso soltanto di un argomento, il più grande amore della loro vita: i rossoblù.

Se ci fosse stata una telecamera a riprenderli, le immagini sarebbero finite direttamente a «La storia siamo noi». Una cena tra vecchi amici di solito non è una notizia, ma se al tavolo siedono contemporaneamente Cenzino Morelli e Paolo Fabiano Pagliuso, allora l’eco diventa enorme. Si sono rivisti dopo tanto tempo e in compagnia di conoscenti comuni hanno affrontato soltanto un argomento, uno solo: il grande amore della loro vita, il Cosenza Calcio.

Cenzino Morelli fu l’uomo che, dopo anni di anonimato e di società disorganizzate senza prospettive, allestì un organigramma degno di tal nome grazie al connubio con Palazzo dei Bruzi. Non solo, fu con lui che il Cosenza 1914 vide la luce così come la prima S.p.a. della storia del club. I Lupi, a margine di stagioni insignificanti e deludenti si apprestavano a farsi largo nel calcio che contava. Il 13 maggio 1982 divenne presidente, qualche settimana più tardi durante il Mundial di Spagna fece firmare il contratto ad un attaccante riccioluto, tale Gigi Marulla da Stilo, dopo undici mesi vinse la Coppa Anglo-Italiana: l’unico trofeo internazionale che si possa vantare in Calabria. Oggi vive in Brasile dove ha continuato la carriere di imprenditore di successo.

Di Paolo Fabiano Pagliuso, invece, si sa tutto: ascesa e caduta del “patron” sono coincisi indiscutibilmente con il periodo di maggiore enfasi dello sport cittadino. La Serie B e i campioni al San Vito, poi la mancata iscrizione e l’astinenza da palcoscenici di un certo tipo lunga ormai 14 anni.

I due, che per un periodo hanno fatto parte insieme della Società per azioni che rappresentava la governance del club, si sono rivisti a cena e hanno ricordato i tempi andati. Racconti, personaggi, imprese, vittorie e sconfitte hanno fatto da contorno ad un momento di storia vera. Prima dell’abbraccio finale e dei saluti una foto insieme, uno scatto che porta dietro trentacinque anni di battaglie. Trentacinque anni di emozioni, belle e brutte, che ancora non vogliono ritornare. (Antonio Clausi)

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