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Mendicino e quel gol che riscatta una generazione di tifosi

Mendicino e quel gol che riscatta una generazione di tifosi

Le gare tra Reggina e Cosenza a cavallo dei due secoli erano animate da una rivalità accesissima. L’attaccante ha scritto l’ultima pagina di un libro ricco di pathos, ma pieno di delusioni.

Ci sono partite che segnano una generazione, o nel caso del Cosenza le riscattano. Ieri sera Mendicino ha vendicato un’intera orda di post-trentenni, sui quaranta andanti, con un fendente che solo Dio sa quanto avrebbero voluto vedere scagliare in rete una seconda volta dal destro di Tomaso Tatti, quello con una sola “m”.

La rivalità tra Reggina e Cosenza è stata negli anni della Serie B, a cavallo del nuovo secolo, l’unica capace di infiammare i pomeriggi del San Vito. Il derby col Catanzaro, scomparso nei meandri della Serie C2, per molti restava qualcosa di mitologico, più che altro figlio dei racconti di padri o fratelli maggiori. Nemmeno un estemporaneo incrocio di Coppa Italia riuscì nel ’97 a dare pienamente l’idea di cosa avesse significato qualche campionato prima. Anche il Messina non viveva momenti belli e faceva fatica a risalire la china dalle categorie inferiori.

Le stagioni, a quei tempi, scorrevano lungo un filo conduttore che partiva dalla Sila e finiva giù nello Stretto. Era, di colpo, diventato per entrambe le tifoserie il “derby”. La rivalità, oggi decisamente scemata, toccò vette altissime da ambo le parti con i tifosi amaranto a godere dei successi della loro compagine destinata a nove stagioni di Serie A e con i fan rossoblù ad ingoiare bocconi amari partita dopo partita con il fallimento dietro l’angolo.

Da quando Tatti e Lucarelli mandarono al tappeto la Reggina in una serata da favola nel ’96, arrivarono solo cocenti delusioni. Coreografie, striscioni, la curva piena, notti d’attesa infinite venivano puntualmente tradite. Nel ’99, addirittura, la Reggina vinse 2-1 a Cosenza in modo rocambolesco. I Lupi dominarono la partita, poi Moscardi regalò un rigore ai cugini. Ripa lo parò, ma vanamente perché Possanzini al secondo tentativo spianò la strada verso la promozione. Un tifoso ospite dopo il 90’ riuscì ad invadere il campo e a piazzare una bandierina al centro del rettangolo verde.

Animi esagitati sempre, dentro e fuori lo stadio, per una partita che non è stata mai normale. I faccia a faccia della nuova Lega Pro sono bazzecole in confronto alle battaglie che furono. Mendicino, però, ha fermato quella ruota che, nonostante i Lupi fossero già tornati a vincere contro i rivali, dava il senso di continuare a girare in una direzione contraria. Erano 58 anni che il Cosenza non espugnava Reggio Calabria, ieri sera è stata scritta l’ultima pagina di un libro troppo brutto per averlo vissuto davvero. (Antonio Clausi)

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