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Bancarotta fraudolenta, chiuse le indagini su Mimmo Barile

Bancarotta fraudolenta, chiuse le indagini su Mimmo Barile

La procura della Repubblica di Cosenza ha chiuso le indagini sull’imprenditore Mimmo Barile arrestato nelle scorse settimane dalla Guardia di Finanza, ma scarcerato pochi giorni fa dallo stesso gip che aveva applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari perché come dimostrato dal collegio difensivo, composto dagli avvocati Roberto Le Pera, Francesco Gelsomino e Giuseppina Carricato, l’indagato non c’entra nulla con la società spagnola Tincson nella quale ha avuto un ruolo societario nel periodo antecedente ai fatti contestati dal pubblico ministero Donatella Donato.

L’avviso di conclusioni indagini riguarda anche Ercole Barile, difeso dall’avvocato Roberto Ippolito, Gianfranco Tenuta e Giovanni Battista Guzzo. Il principale indagato, Mimmo Barile, ora è a piede libero.

A fronte della decisione del gip Santese sulle esigenze cautelari e dato atto alla difesa della sua estraneità ai fatti contestati per il reato ascrivibile alle presunte condotte illecite della Tincson, è da valutare anche il sequestro preventivo per equivalente di oltre 2 milioni di euro emesso contro Barile. (a. a.)

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