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Cosenza, Occhiuto sul nuovo ospedale: «In città non si realizza nulla senza accordo col comune»

Cosenza, Occhiuto sul nuovo ospedale: «In città non si realizza nulla senza accordo col comune»

Occhiuto ad Oliverio: ««La nostra proposta non è quella della ristrutturazione dell’Ospedale esistente ma quella di realizzare un nuovo Ospedale su un’area che si estende dalla collina di Muoio fino al Mariano Santo e che si unisce a quella del sito attuale».

Ieri il governatore della Calabria Mario Gerardo Oliverio ha illustrato lo studio di fattibilità per la realizzazione del nuovo ospedale a Cosenza. Come noto, la posizione dell’ex presidente della Provincia è orientata su Vaglio Lise, mentre quella del sindaco Mario Occhiuto tende a mantenere la centralità del sito sui sorge l’Annunziata.

Occhiuto sul proprio profilo Facebook ha scritto un lungo post in cui evidenzia le idee espresse ad Oliverio e i motivi per cui ritiene incompleto lo Studio di Fattibilità realizzato dalla Regione Calabria. «Un Ospedale deve essere prima di tutto rispondente al soddisfacimento del diritto alla salute dei cittadini. E su questo punto ci siamo. Siamo pienamente d’accordo – esordisce l’inquilino principale di Palazzo dei Bruzi – Un Ospedale poi è anche un elemento fortemente caratterizzante la città, e la sua ubicazione (o spostamento) modifica irreversibilmente i caratteri socio economici del tessuto urbano. Questo aspetto è stato completamente trascurato dallo studio inficiandone la valutazione dei costi/benefici in termini comparativi, in riferimento alle diverse ipotesi prese in considerazione. Delocalizzare l’Ospedale spostandolo dalla zona sud della città vuol dire svuotare di contenuti attrattori un’area che sta già diventando periferia urbana. Significa dare un colpo mortale al centro storico depauperando ulteriormente le zone collinari della città e tutti i comuni delle Serre cosentine».

Occhiuto approfondisce il concetto. «Localizzare l’Ospedale (nel modo in cui è stato pensato) in zona Vagliolise vuol dire creare ulteriori elementi di separazione e di frattura su larga scala in un’area sulla quale noi stiamo intervenendo con operazioni di ricucitura degli spazi con l’obiettivo di creare un pezzo di città a dimensione più umana. Le nostre previsioni progettuali sulla zona sono diverse. Ma su questo punto si potrebbe lavorare per trovare soluzioni condivise. Un’operazione urbanistica di questa dimensione genera trasformazioni urbane molto delicate e irreversibili sul territorio (non solo comunale) che vanno considerate nella giusta portata, altrimenti poi sarà inutile tra vent’anni “stracciarsi le vesti” come si fa adesso quando si parla del centro storico».

«La nostra proposta non è quella della ristrutturazione dell’Ospedale esistente ma quella di realizzare un nuovo Ospedale su un’area che si estende dalla collina di Muoio fino al Mariano Santo e che si unisce a quella del sito attuale – sottolinea Occhiuto – Un nuovo Ospedale nel parco, e un parco in città che si allunga fino al sito esistente, sul quale resterebbe solo la vecchia struttura a padiglioni del 1939 immersa nel verde. Un ospedale più umanizzato, dove si celebra il rito dell’urbanità. I nuovi concetti di sviluppo della città, che sono alla base della progettazione sostenibile, sono tutti orientati verso operazioni di riqualificazione e rigenerazione del tessuto urbano esistente e non verso attività di ulteriore espansione. Si qualificano se mai i contenitori vuoti esistenti, non se ne creano altri».

Nel suo suo intervento sui social Occhiuto continua scalando lo scambio di idee avuto con Oliverio. «Ho dimostrato ad Oliverio che attraverso la variante stradale già compresa nell’accordo sulla Metro, sarebbe possibile raggiungere agevolmente l’Ospedale entrando dallo svincolo di Cosenza Sud senza attraversare la città. La viabilità da realizzare a Vagliolise sarebbe invece molto più costosa e invasiva sul tessuto urbano di Via Popilia. Inoltre spostando l’Ospedale potremmo dire per sempre addio allo svincolo a sud che era stato programmato dall’Anas. Detto questo io, come già più volte ribadito, non sono un “talebano” (né un grillino, né un comunista alla vecchia maniera) e non ragiono in modo semplicistico (ma in modo semplice). Non si può dire insomma semplicisticamente (o populisticamente, o ideologicamente) solo “sì” oppure “no” su una questione di questa importanza. Non ho intenzione di imporre il mio punto di vista ma di creare nuove opportunità e vantaggi per la città. I problemi sono quelli che ho esposto e non possono restare irrisolti, ma sulle possibili soluzioni si può ragionare insieme. Voglio precisare, per ogni valutazione conseguente, che sul territorio di Cosenza non può essere realizzato un bel niente senza accordo preliminare con il Comune. Inoltre c’è da dire che la costruzione dell’Ospedale potrebbe costituire una grande opportunità di riqualificazione del territorio, oltre che la realizzazione di un’opera finalizzata finalmente ad esigenze di natura sanitaria».

«Infine spero che quello di Oliverio non sia solo uno dei soliti annunci a scopo di rivalutazione politica personale – chiude Occhiuto – Ricordo che per l’Ospedale della Sibaritide fu annunciata addirittura l’apertura del cantiere nel lontano 2009, e di nuovo Oliverio rifece l’annuncio qualche anno fa. Ma per il momento non c’è neanche una pietra. Non ho capito poi quale sarà la provenienza delle risorse (300 milioni di euro) perché ho letto che in parte saranno private. In ogni caso lo stesso studio di fattibilità presentato indica in due anni i tempi occorrenti per la sola progettazione esecutiva, il che vuol dire che ne dovremo riparlare ancora per molto tempo».

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