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Di Natale striglia il “suo” Pd: «C’è qualcuno che non vuole l’unità del partito»

Di Natale striglia il “suo” Pd: «C’è qualcuno che non vuole l’unità del partito»

di Graziano Di Natale*

La politica dell’unità, sbandierata da una parte del PD cosentino, deve essere conseguenziale.

Come si può parlare di unità se la stessa viene raggiunta solo da una parte.

L’unità deve raggiungersi sui presupposti per lo stare insieme, sul confronto e sul metodo per prendere le decisioni. Noi la chiamiamo collegialità. Probabilmente qualcuno ha dimenticato che il PD, in provincia di Cosenza, sta perdendo terreno a favore di altre forze politiche; probabilmente ci si dimentica che trincerarsi in stanze di partito e non coinvolgere sindaci, assessori, consiglieri comunali, associazioni, movimenti politici e gente comune in generale è sintomo di autoreferenzialità.

I territori non stanno ricevendo l’ascolto che meritano ed esiste un PD che non si tessera e non si schiera in prima persona per paura di essere divorato da logiche di apparato che distruggerebbero qualsiasi tipo di iniziativa spontanea “non autorizzata”. Non vogliamo stare insieme a tutti i costi. La nostra è una riflessione sul metodo che dovrebbe portare all’unità del partito. Non può passare il messaggio di un partito unito perché ci si è messi d’accordo tra capi corrente.

La nostra non è una lotta alla poltrona bensì una discussione che miri a cambiare copione e attori, che dia la possibilità di una ampia partecipazione popolare alle decisioni del partito più importante d’Italia. Non prendiamo decisioni in una stanza ma cerchiamo di dare voce alla gente e di incentivare la partecipazione. Questo è il PD che vogliamo, questo è il PD di Matteo Renzi.

Da lunedì chiediamo la convocazione della Commissione di garanzia per il calendario dei congressi di circolo e la nomina dei garanti che dovrà assicurare la pari dignità. Noi ci siamo.

*iscritto e dirigente del Pd

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