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Operazione dei Nas, numero sproporzionato di animali in un canile: 8 denunce

Operazione dei Nas, numero sproporzionato di animali in un canile: 8 denunce

Il sodalizio criminale, composto in tutto da 8 persone, era sostanzialmente finalizzato allo sfruttamento del canile, in sfregio al benessere dei suoi occupanti a quattro zampe.

Controlli dei carabinieri del Nas nel campo del benessere animale, sia nei confronti di quelli da reddito che d’affezione. Le indagini si sono concentrate sugli allevamenti intensivi, macelli e canili. Complessivamente negli ultimi mesi sono stati eseguiti 2.148 controlli dei quali 763 sono risultati non conformi, segnalate 530 persone alle Autorità Amministrative e 156 a quelle Giudiziarie. Le sanzioni penali sono state 392 e 1.017 quelle amministrative per un importo complessivo di 1.267.600 euro, sequestrati 887.826 animali da reddito e 590 d’affezione, 108 le strutture chiuse o sequestrate per un valore complessivo di 67.344.000euro. Gli illeciti più ricorrenti hanno riguardato:inosservanza sulla corretta identificazione degli animali; carenze igienico-strutturali; inosservanza alle norme sull’uso dei farmaci veterinari; irregolarità dei criteri di protezione negli allevamenti e nei trasporti e delle norme sulla produzione e l’igiene dei mangimi.

In Calabria, in particolare, lo scorso 26 ottobre, i Carabinieri del NAS di Cosenza si sono concentrati su un canile della provincia calabrese. Le indagini dei militari hanno portato alla luce una squallida rete di connivenze tra i proprietari dell’immobile, un funzionario comunale, e persino un medico veterinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza. Il sodalizio criminale, composto in tutto da 8 persone, era sostanzialmente finalizzato allo sfruttamento del canile, in sfregio al benessere dei suoi occupanti a quattro zampe. Nel corso degli accertamenti, infatti, i Militari rilevavano che all’interno dello stabilimento erano custoditi ben 700 animali, un numero nettamente superiore alle reali capacità della struttura, i cui occupanti, pertanto, vigevano in uno stato di sovraffollamento.

I responsabili del canile, per aumentare la superficie della struttura e quindi suo volume di affari, avevano persino effettuato dei lavori abusivi, portati a termine con la connivenza di un progettista edile e del responsabile tecnico del comune, il quale aveva autorizzato la realizzazione di un condotto fognario su un terreno che ricadeva sotto il vincolo paesaggistico. Il Medico veterinario dell’ASP di Cosenza, invece, avrebbe approfittato della sua posizione per provocare degli ingiusti profitti ai proprietari del canile. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza dovrà vagliare la posizione di ben 8 persone, denunciate a vario titolo per i reati di maltrattamento di animali, abuso d’ufficio commesso da Pubblico Ufficiale, e abuso edilizio.

 

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