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Bimbo nato morto, il gip dispone indagini sul consultorio di San Marco Argentano

Bimbo nato morto, il gip dispone indagini sul consultorio di San Marco Argentano

Finisce per un verso ma prosegue per un altro il caso del bimbo nato morto all’ospedale Annunziata nel 2016, quando l’equipe del reparto di ginecologia tirò fuori il neonato, staccando la testa dal corpo a causa della macerazione avvenuta nei giorni antecedenti al ricovero in ospedale. Il bimbo, figlio di una coppia di San Marco Argentano, era deceduto ormai da diversi giorni.

Nel registro degli indagati erano finiti coloro i quali quel giorni si trovavano all’interno della sala parto e tra questi figuravano Giuseppe Colonnese Barone, Eugenio Scorza, Silvia Richetti, Katia Caloiero e Antonietta Di Stilo, i primi due ginecologi e le altre tre ostetriche. Fu affrettato, a dire il vero, il provvedimento di sospensione disposto dall’Azienda ospedaliera nei confronti di una parte degli indagati, da cui scaturì l’invio degli ispettori ministeriali per decisione del ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

La vicenda, infatti, era abbastanza chiara sin dall’inizio ovvero che il bimbo fosse morto da giorni e le gravi condizioni cliniche della mamma, ricoverata d’urgenza per febbre alta, erano da ricondurre ad altre cause. Per questi motivi, il gip del tribunale di Cosenza Francesco Luigi Branda ha archiviato le posizioni dei due ginecologici e delle tre ostetriche ed ha disposto nuove indagini sui sanitari che visitarono la mamma nel consultorio di San Marco Argentano. C’è chi giura che il giorno della visita il bambino fosse ancora vivo. I nuovi accertamenti della procura di Cosenza chiariranno dunque gli ultimi dubbi.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Angelo Nicotera, Edoardo Sommella, Andrea Onofrio, Gaetano Rizzuti, Alessandra Aiello, Federico Iorio, Leonardo Rania, Maria Rosaria Avolio e Anna Montesani. (a. a.)

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