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My name is… Derby

My name is… Derby

– l’editoriale di Piero Bria – 
Domenica non è un giorno come un altro. E’ il giorno del derby. E’ il giorno di Catanzaro-Cosenza. E’ il giorno in cui ogni tifoso avrà un pensiero fisso: vincere.

Il derby, una partita attesa un anno. Una partita diversa dalle altre. Il derby è, per i tifosi di calcio, quel momento che può cambiare un’esistenza. Del resto Winston Churchill diceva: «Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come se fossero partite di calcio». E parliamoci chiaramente, il calcio dalle nostre parti è una questione seria. E non dimentichiamo che siamo il Paese dei campanili, dove ogni villaggio ha la sua inflessione dialettale, i suoi piatti tipici, i suoi usi e costumi da difendere. Se poi in palio c’è una vittoria contro “quelli” del campanile vicino, ogni competizione diventa una gara per la vita. Ecco perché nel derby c’è gente pronta a barattare di tutto, anche qualcosa di prezioso, pur di avere la gioia di portare a casa una vittoria ai danni degli acerrimi “nemici” sportivi.

Catanzaro-Cosenza l’anno scorso è stato il tripudio di emozioni che non ti aspetti. Roba da conservare gelosamente negli annali. Una lezione di calcio a casa loro. Una sconfitta che i giallorossi non dimenticheranno mai. In questi anni vincere, per entrambe, è stato un optional. Pareggi su pareggi, tra sbadigli e incazzature fuori luogo. Poi Caccetta è salito in cielo e lì ha piazzato due paletti sulle nuvole. Quando è ritornato a terra lo scenario non era più lo stesso. Gli occhi sgranati dei catanzaresi dicevano, nel mutismo generale, più di tante parole, mentre dall’altra parte i tifosi rossoblù innestavano la marcia di un trenino che neanche a capodanno avrebbe potuto essere tanto spensierato. Il trenino dei tifosi rossoblu al Ceravolo è uno di quei ricordi che consentiranno a Caccetta di non essere più solo “uno che ha giocato” a Cosenza. Nessuno potrà dimenticare quei novanta minuti da mille e una notte.

Che smacco… a casa loro. Sono quei momenti da derby che servono a legittimare una momentanea supremazia. E noi cosentini che, per anni, abbiamo dovuto ingoiare amaro ora ci troviamo a gongolare. Domenica non è un giorno come un altro. E’ il giorno del derby. E’ il giorno di Catanzaro-Cosenza. E’ il giorno in cui ogni tifoso avrà un pensiero fisso: vincere.

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