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Tra disperati e disperazione

Tra disperati e disperazione

– l’editoriale di Piero Bria –
Cosenza vive il momento più difficile dell’era Guarascio. Vedere una squadra senza attributi in un derby è qualcosa che non può e non deve passare inosservato. 

Che tristezza. Vedere il Cosenza a Catanzaro lo è stato, per tutti. La tristezza di una squadra incapace, seppur con evidenti limiti tecnico-tattici, di lottare. Incapace di metterci l’anima. Incapace di buttare il cuore oltre l’ostacolo. Così proprio no. Vedere una squadra senza attributi in un derby è qualcosa che non può e non deve passare inosservato. Seppur ormai è chiaro che, la rosa a disposizione di Braglia, non è consona ad intraprendere un percorso degno.

Non è facile per un giocatore dare il massimo se il suo futuro con questa maglia è ormai segnato (in molti andranno via). Eppure ogni uomo ha l’orgoglio, ha quell’attimo in cui vuole dare tutto per cercare di dimostrare il proprio valore, per cercare di rispondere alle critiche, alle sconfitte, ad un gol subito. Anche se questa si chiama forza della disperazione.

Quella disperazione che abbiamo visto solo sul volto dei tifosi silani mentre assistevano esterrefatti ad una gara inconcepibile da parte della propria squadra. Perdere ci sta dopo una lotta dura. Ma perdere senza colpo ferire, beh no. Se poi questo avviene in un derby così tanto sentito vuol dire toccare il fondo.

Giocatori in discussione e direttore sportivo ormai messo al bando finanche dal presidente stesso. Per Braglia non si prospettano giorni facili tra giocatori ormai fuori fase e una dirigenza alla ricerca di un’identità (in tal senso le parole del Sindaco Occhiuto sono state molto chiare). Cosenza vive il momento più difficile dell’era Guarascio.

Una stagione iniziata male e che sta proseguendo peggio. Il rimedio? Qualcuno dice di attendere il mercato di gennaio per fare pulizia e rinnovare. Nel mentre ci sono un paio di mesi in cui si rischia di vivere in agonia.

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