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Caso Torano, cade l’accusa: tre assoluzioni e una condanna

Caso Torano, cade l’accusa: tre assoluzioni e una condanna

Si conclude il processo di primo grado relativo al cosiddetto “Caso Torano”, che diversi anni fa era finito sul tavolo della procura di Cosenza su segnalazione di Franco Corbelli, leader del Movimento dei diritti civili. Oggi il tribunale di Cosenza ha emesso la sentenza, assolvendo tre imputati e condannando solo l’ex assessore comunale all’urbanistica per il reato di falso.

Il “caso Torano”, secondo i giudici, non esiste perché l’istruttoria dibattimentale ha evidenziato che le condotte del responsabile dell’ufficio tecnico urbanistico Elio Angotti, difeso dall’avvocato Giovanni Ferrari, sono state sempre a norma di legge non andando mai oltre quelli che erano gli interessi della casa comunale, del rispetto delle leggi né favorendo, con il cambio di destinazione d’uso di alcuni locali, l’allora assessore all’urbanistica Guido Fazio (difeso dall’avvocato Raffaele Fazio) ritenuto colpevole dal tribunale di Cosenza in composizione collegiale per il reato di falso, punito con una condanna a un anno e sei mesi di reclusione.

Il pubblico ministero Donatella Donato aveva richiesto la condanna di tutti gli imputati accusati a vario titolo di abuso d’ufficio, violazioni edilizie e falso. Lo stesso Fazio è stato assolto dall’accusa di abuso d’ufficio. Le richieste erano state: 6 mesi per Angotti, 8 mesi per Guido Fazio e una sentenza di proscioglimento per intervenuta prescrizione per Paolo Saullo (difeso dall’avvocato Federica Leopardi) e Luca Cozzolino (difeso dall’avvocato Vincenzo Adamo).

Il tribunale, composto dai giudici Pingitore, Gallo e Castiglione, ha assolto da tutti i capi d’accusa Angotti ed è entrata nel merito per Saullo e Cozzolino, mentre ha giudicato illegittima la condotta di Fazio per aver falsificato un certificato edilizio. Dunque, l’ufficio urbanistico non era connivente con i membri dell’amministrazione guidata dal sindaco Sabatino Cariati, già assolto col rito abbreviato dal reato di violazione della privacy. (a. a.)

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