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Parco Acquatico di Rende, il Psi: «Collaudata un’opera che non si poteva collaudare»

Parco Acquatico di Rende, il Psi: «Collaudata un’opera che non si poteva collaudare»

Riceviamo e pubblichiamo la nota del segretario cittadino del Psi di Rende, Francesco Tenuta, che tratta l’argomento del Parco Acquatico di Rende.

Dispiace dover constatare l’abbandono e il degrado in cui versa il Parco Acquatico e, soprattutto, la scarsa attenzione politica sul punto, da parte dell’attuale amministrazione.  

Si era detto, nelle tante passerelle del primo cittadino all’interno dell’infrastruttura, che l’opera sarebbe stata consegnata alla città e ai Rendesi, già alla fine dello scorso anno (e poi così non è stato). 

Si era detto – stando sempre alle parole del Sindaco – che il Parco Acquatico sarebbe dovuto diventare un’opera essenziale per l’economia dell’intero territorio; e, invece, ad oggi, paradossalmente sono i cittadini a dover sopportare economicamente quell’opera, attraverso cospicui emolumenti (circa 18.000 euro al mese) erogati in favore del servizio di vigilanza.

Si era detto, ancora, che fosse in dirittura di arrivo la definizione del bando internazionale per la gestione dell’opera; un bando, invece, che, ad oggi, stenta a vedere  gli albori. 

E in questo imbarazzante marasma politico amministrativo si è aggiunto anche l’errato collaudo del Parco Acquatico, eseguito lo scorso febbraio.

Il Parco, infatti, risulta privo delle necessarie opere d’arte previste dalla legge sulla promozione culturale che impone di destinare una quota dell’importo del finanziamento alla creazione di un lavoro artistico (legge 717/1949).

La legge è rivolta a tutte le amministrazione dello Stato, le quali hanno l’obbligo di destinare una quota variabile, tra il 2% e lo 0,5% (nel caso di specie dell’ 1%, essendo l’importo finanziato compreso tra i 5 e i 20 milioni di euro) della spesa totale prevista nel progetto, per la realizzazione di un’opera d’arte da inserire nell’ambito dell’edificio. 

A tal uopo, l’amministrazione, nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità, imparzialità, deve predisporre un procedura concorsuale per la scelta degli artisti.

Per chi non si dovesse adeguare a tale normativa (comprensiva delle tante  circolari che hanno dettato le linee guida in materia), la sanzione è quella della impossibilità di collaudare l’edificio, che dunque resterà inutilizzabile; almeno, fino a quando l’amministrazione non provveda alla pubblicazione del bando per l’esecuzione delle opere d’arte o, in alternativa, non versi alla Soprintendenza competente per territorio la somma prevista maggiorata del 5%.

Chiediamo, pertanto, all’Assessore al Bilancio e a quello dell’Urbanistica, di intervenire immediatamente, predisponendo ogni necessaria azione amministrativa, cosi per come prevista dalla predetta normativa, al fine di evitare inutili dilatazioni dei tempi di consegna di un’opera – allo stato non collaudabile – che può e deve diventare una grande risorsa economica per Rende e per tutta l’are urbana cosentina.

Il segretario PSI – Rende, Francesco Tenuta

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