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La Corte dei Conti assolve l’imprenditore nel settore dei rifiuti Francesco Rovito

La Corte dei Conti assolve l’imprenditore nel settore dei rifiuti Francesco Rovito

La Corte dei Conti di Catanzaro ha assolto l’imprenditore Francesco Rovito, manager della Alto Tirreno Cosentino spa, società leader nel settore dei rifiuti in ambito calabrese e nazionale. 

La Procura regionale presso la Corte dei Conti aveva chiesto la condanna di Rovito e della società Alto Tirreno Cosentino ritenendo sussistente la condotta di truffa aggravata ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche per oltre 900mila euro.

L’accusa erariale aveva individuato nel manager rendese il responsabile di un’ingente sottrazione illecita di capitali erogati dall’Unione Europea asseritamente avvenuta nella qualità di amministratore unico della società Alto Tirreno. Tutte le accuse formulate dalla Procura regionale, però, con la sentenza depositata ieri, sono state respinte dalla Corte dei Conti e le ingenti disponibilità economiche già sequestrate al Rovito, tra cui immobili e conti correnti per un valore superiore ad un milione di euro, sono ritornati, da ieri, nella piena disponibilità dello stesso imprenditore rendese.

Le indagini erano state avviate anni addietro dalla Guardia di Finanza di Paola, che, dapprima, tramite la Procura della Repubblica di Paola aveva chiesto ed ottenuto dal Gip dello stesso Tribunale l’arresto di Rovito ed il sequestro di tutti i suoi beni.  Successivamente, il procedimento penale veniva disarticolato a causa di eccezioni sollevate dalla difesa dell’imprenditore; il Tribunale del Riesame di Catanzaro, difatti, trasferiva il processo, per competenza, dal Tribunale di Paola a quello di Cosenza.

Contestualmente, però la stessa Guardia di Finanza trasmetteva l’intera indagine alla Procura presso la Corte dei Conti di Catanzaro, che, dopo attività investigative negli uffici regionali, avviava l’ulteriore procedimento erariale nei confronti di  Rovito Francesco e della società Alto Tirreno Cosentino, chiedendo, per la condotta truffaldina ascritta a Rovito, la restituzione di oltre 900mila euro.

Dopo oltre cinque anni di processi, Rovito ha ottenuto, dapprima, nel procedimento penale, l’archiviazione dal reato di truffa; successivamente, nel procedimento dinanzi alla Corte dei Conti, con la sentenza depositata ieri, è stata riconosciuta la completa legittimità di tutte le operazioni imprenditoriali poste in essere da Rovito per ottenere i contribuiti europei milionari effettivamente erogati dalla Regione Calabria alla società Alto Tirreno Cosentino sino all’anno 2014 e regolarmente utilizzati per le finalità previste dalla legge.

La società Alto Tirreno Cosentino e Rovito sono stati difesi dagli avvocati Roberto Le Pera e Giuseppina Carricato, entrambi del foro di Cosenza.

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