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Bisignano, sfruttamento della prostituzione: tre patteggiamenti. Scarcerate le due donne

Bisignano, sfruttamento della prostituzione: tre patteggiamenti. Scarcerate le due donne

L’inchiesta sullo sfruttamento minorile della prostituzione a Bisignano ha vissuto di recente il primo snodo processuale. Tre dei sei imputati hanno deciso di patteggiare la pena, ammettendo le loro colpe e incassando tra le altre cose la pena sospesa. Mentre gli altri tre imputati si trovano a giudizio davanti al tribunale collegiale di Cosenza.

La Dda di Catanzaro ha concesso il patteggiamento a Ermanno Prezioso (1 anno e 10 mesi), Gianluca Prezioso (1 anno e 6 mesi) e Francesco Scuro (1 anno e 10 mesi). I primi due erano coinvolti nella prima ordinanza cautelare firmata all’epoca dal gip Distrettuale Barbara Saccà, mentre il terzo – l’uomo più anziano – fu arrestato in seguito a una seconda ordinanza di custodia cautelare a seguito delle indagini condotte dal Norm della Compagnia dei carabinieri di Rende.

A processo invece ci sono Francesco Pugliese, Marilena Mazzuca e Deborah Caserio, quest’ultime due scarcerate pochi giorni su decisione del collegio giudicante (presidente Pingitore, Gallo e Castiglione a latere) grazie all’istanza presentata dai rispettivi avvocati di fiducia Alessandra Aiello e Piefrancesco Iorio. Le due donne, tra l’altro madre e figlia, sono ora sottoposte agli arresti domiciliari.

Il caso più complicato tuttavia riguarda Pugliese che si trova ancora in carcere, nonostante il tribunale del Riesame abbia deciso di revocare la custodia cautelare mandandolo in un luogo di cura visto che soffrirebbe di gravi patologie psichiatriche. Ma il problema sta nel fatto che dal 23 agosto di quest’anno il Dap non riesce a trovare una struttura idonea ad ospitare l’imputato.

Il legale di fiducia, Piergiuseppe Cutrì più volte ha ribadito la necessità che il suo assistito lasci l’istituto penitenziario in cui è rinchiuso, perché ha bisogno di essere curato in centri specializzati. Del resto, a seguito dei cinque capi d’accusa, Pugliese deve difendersi solo dalle dichiarazioni rese dai due fratelli minori in sede di incidente probatorio. E a tal proposito, lo psichiatra Amedeo Pingitore, nominato perito del gip all’epoca, ha evidenziato più di un dubbio sulla capacità a testimoniare di uno dei fratelli, il più grande, facendo rilevare alcuni dubbi anche se come siano state poste le domande nella prima frase di raccolta delle testimonianze.

Pugliese ha ottenuto dalla Cassazione un annullamento con rinvio e di conseguenza, come detto, la scarcerazione ma ad oggi è ancora in carcere. Ieri, invece, si è svolta la prima udienza in fase dibattimentale. L’avvocato Cutrì ha chiesto e ottenuto una perizia che deve valutare la capacità di stare in giudizio di Pugliese, nonché la capacità di intendere e di volere al momento dei fatti, nonché se fosse in grado di ripetere le medesime azioni delittuose di cui è accusato. Inoltre il tribunale di Cosenza ha conferito l’incarico al perito per trascrivere le intercettazioni telefoniche. Il processo è stato rinviato al prossimo 8 marzo per acquisire le consulenze. (Antonio Alizzi)

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