Rende Calcio

Rende, buone notizie per il presidente Coscarella

Resta comunque il caso della prima fidejussione invalida. L’episodio, come scrive lo stesso Tribunale, potrebbe creare oggettive perplessità in ordine al comportamento leale e corretto del prevenuto.

Doppio sollievo in Casa Rende. Il presidente del Tribunale Nazionale Federale, dott. Cesare Mastracola, in riferimento alla richiesta della Procura federale di un punto di penalità in classifica da addebitare alla squadra del Campagnano e di 6 mesi di inibizione a carico del patron Coscarella, ha prosciolto il presidente biancorosso Fabio Coscarella e la Societa Rende Calcio 1968 perché “il fatto – si legge – inteso nella sua interezza non costituisce violazione”. Il Tribunale ha analizzato tutti gli episodi occorsi al Rende Calcio, in rapida successione “onde conferire alla decisione un quadro esaustivo dei profili giuridico fattuali che riguardano la posizione dei prevenuti”.

Nella ricostruzione il Tribunale ha evinto che il presidente Coscarella, unitamente alla domanda di ripescaggio della propria squadra in Serie C, consegnò in Figc una prima fidejussione rilasciata dalla Svenska Handelsbanken, filiale di Schipol, “rivelatasi – come si legge nel comunicato ufficiale della Federazione – successivamente priva di efficacia”. “Risulta altresì che in epoca coeva all’accertamento della validità o meno di detta garanzia, il dirigente si premurò, nel breve volgere di pochi giorni, di reperire una seconda polizza fidejussoria rilasciata da altro Ente, sanando così la posizione di inadempienza del sodalizio sotto il profilo sostanziale, ma non nei sanciti tempi per aver oltrepassato il termine di presentazione della garanzia fissato al giorno 28/07/2017”, si legge ancora nella nota stampa. A tal proposito la richiesta della Procura Federale di esprimere sanzioni riferiti a violazioni di carattere temporale, ma, come hanno sentenziato i giudici federali, “è parimenti corretto constatare che l’analisi dei comportamenti attuati nel caso di specie va considerata nella sua interezza, attraverso la completa esegesi dei fatti oggettivamente rinvenibili dagli atti istruttori del procedimento, a maggior ragione ove si consideri la manifesta volontà del prevenuto di sanare sùbito la posizione invalida attraverso il deposito di una nuova garanzia (cioè la seconda fidejussione)”.

Resta comunque il caso della prima fidejussione invalida. L’episodio, come scrive lo stesso Tribunale, potrebbe creare oggettive perplessità in ordine al comportamento leale e corretto del prevenuto. Però agli atti vige un secondo rilievo. Testuale dal comunicato federale: “Se dunque è vero che vi fu un superficiale affidamento del dirigente nel primo conferimento dell’incarico ai fini del reperimento della originaria fidejussione al mediatore incaricato, è parallelamente vero che il Sig. Coscarella in epoca contestuale all’accertamento della prima fidejussione invalida, si premurò immediatamente al fine di reperire e ottenere una nuova garanzia valida, onde sanare la precedente con decorrenza antecedente al prescritto termine di decadenza. Consegue che, nella fattispecie, merita maggiore tutela il contegno collaborativo svolto dal Sig. Coscarella inteso nel coacervo, piuttosto che l’analisi asettica e parziale degli eventi riferiti al solo primo episodio, in presenza delle innumerevoli circostanze concrete aventi natura scriminante e pacificamente evincibili dal contenuto stesso del deferimento”.

Quindi il patron biancorosso ha conseguito un comportamento “converso sia riconducibile alla ipotesi scriminante che opera in onore allo specifico concetto giuridico della comparazione tra tutti i comportamenti posti in essere dal prevenuto, tra i quali la volontà di non ledere le norme del diritto hanno assunto un deciso sopravvento rispetto alla obiettiva leggerezza adottata in occasione del rilascio della prima fidejussione”.(Giulio Cava)

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Redazione Cosenza Channel

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