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Cosenza 2018, anno nuovo, unico obiettivo: il cuore della gente. E se a maggio…

Cosenza 2018, anno nuovo, unico obiettivo: il cuore della gente. E se a maggio…

– di Antonio Clausi –
L’ora “X” scoccherà a maggio. Il 2017 si chiude col morale alle stelle, ma negare errori di valutazione significherebbe affermare il falso, così come sarebbe ingiusto ora non evidenziare i meriti di Braglia. 

Nello zero del 2018 si potrebbe benissimo stampare il logo del Cosenza calcio. Un banale suggerimento, in uno di quei tanti esercizi grafici che nell’era dei social catturano like e condivisioni, rappresenta però il migliore degli auspici per l’anno che verrà.

Strozzare nella culla facili entusiasmi è forse il modo giusto per restare con i piedi per terra, pur consapevoli che la bufera è alle spalle e il nuovo capitano ha guidato la ciurma rossoblù in acque più tranquille. E’ risalito verso i tropici dove i temporali sono estemporanei e il sole riscalda i cuori della gente. Del resto alle latitudini del San Vito basta poco per mostrare al mondo l’altra faccia della medaglia.

Finora uno stadio desolatamente grigio e vuoto ha accompagnato le alterne fortune dei calciatori, ma sotto la cenere cova il fuoco tipico delle tifoserie mediorientali, pronte a scatenarsi in ritmi e canti coinvolgenti. I fan dei Lupi hanno già dimostrato di saperlo fare consegnando ai posteri la cartolina di Cosenza-Pordenone. Quell’entusiasmo è stato spazzato via da un avvio di campionato senza precedenti e dalle aspettative legittime di una piazza, delusa, a cui ancora viene la pelle d’oca ricordando le gesta di Marulla, raccontando le occhiatacce di De Paola agli avversari, descrivendo le parate di Zunico o i gol di Zampagna e sorridendo al sol pensiero dell’invasione di campo del presidente Pagliuso con la Salernitana.

Entrare nel cuore delle persone non è facile, ancora meno lo è trasmettere emozioni. Perché, positive o negative che siano, sono sempre meglio della fredda indifferenza di 800 paganti. Vivere tra le montagne russe aspettando i playoff di fine maggio non è quanto si sogna sotto l’ombrellone, quando davvero l’attesa del piacere è piacere essa stessa.

Il Cosenza chiude il 2017 con una striscia di quattro vittorie consecutive e con il morale alle stelle. Dire che non siano stati fatti degli errori da parte di Guarascio e soprattutto Trinchera significherebbe affermare il falso, così come sarebbe ingiusto non evidenziare i meriti di Braglia. Ha iniziato cercando la quadratura del cerchio, ha sbagliato, ha perso il derby, poi però ha indovinato tutto o quasi. Nell’ultima intervista ha sottolineato che non bisogna parlare di obiettivi. Forse ha ragione o forse no. Anche lui vuole strozzare nella culla facili e controproducenti entusiasmi, ma sa benissimo che ha tutto il tempo per plasmare la sua armata e renderla invincibile. L’ora “x” scoccherà a maggio: è lì che si capirà se nello zero del 2018 farà sfoggio di sé il marchio del Cosenza o se sarà semplicemente un anno come tanti.

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