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Rende, Franco alza l’asticella: «Possiamo giocarcela con tutti»

Rende, Franco alza l’asticella: «Possiamo giocarcela con tutti»

Il centrocampista del Rende Domenico Franco ha segnato contro l’Akragas e guarda avati: « Ora possiamo divertirci, ma l’obiettivo è comunque la salvezza».

Il centrocampo è il vero punto di forza del Rende di Bruno Trocini. Oltre alle caratteristiche delle fasi di copertura e di costruzione delle manovre di gioco rendesi, i 5 di centrocampo hanno fornito un importante apporto in zona gol. Infatti, dei 18 gol totali, 10 sono stati siglati da centrocampisti, 7 dagli attaccanti ed il rimanente 1 dal difensore Coppola (nel derby contro il Catanzaro). In quei 10 spiccano le 5 reti di Riccardo Rossini, miglior realizzatore in questa prima parte del campionato, seguono i 2 di Franco e Laaribi e la marcatura di Gigliotti. Nel reparto offensivo il “capocannoniere” è Actis Goretta con 3 gol, dopo ci sono Ricciardo e Vivacqua con 2 realizzazioni ciascuno. «Contro l’Akragas era fondamentale vincere – afferma Domenico Franco – la salvezza è sempre più vicina. Volevamo questa vittoria. Ora possiamo divertirci, ma l’obiettivo è comunque la salvezza. Anzi, dovremo mantenere l’attenzione perché la quota per il raggiungimento dell’obiettivo è aumentato».

La pratica Akragas è stata risolta con 2 gol, che potevano essere molti di più (complice la grande prestazione del portiere ospite Vono). Gli agrigentini hanno impensierito solo in una dozzina di minuti la rosa di casa. «L’approccio è stato dei migliori – continua Franco – poi ci siamo rilassati dopo il vantaggio, ma non abbiamo mai corso grossi pericoli. La squadra ha dato una grande risposta, anche, a livello mentale ed il lavoro che stiamo facendo è sotto gli occhi di tutti. Personalmente sono contento per il gol».

31 punti, cosa può dare di più questo Rende? «Noi siamo consapevoli della nostra forza. Non sorprende ormai se continuiamo a fare risultati di questo livello. Possiamo giocarcela con tutti. Questo è un Rende che esprime un buon calcio, personalità, che sta bene sotto il profilo dell’attenzione mentale. Quando sono arrivato – conclude  Franco – ero infortunato e guardavo da fuori la squadra. Parlando con il direttore ho capito che, anche, i giovani lo scorso anno in Serie D erano forti»(Giulio Cava)

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