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Intimidazione a don Stamile, don Ciotti: «Dà fastidio…». Ecco tutte le reazioni

Intimidazione a don Stamile, don Ciotti: «Dà fastidio…». Ecco tutte le reazioni

Dopo l’atto intimidatorio da parte della ‘ndrangheta con il ritrovamento di un capretto morto in una busta della spazzatura attaccato allo specchietto dell’auto di don Stamile, in tanti gli hanno manifestato vicinanza.

«Ha disturbato giochi criminali. Non lo lasciamo solo». Così Don Ciotti, Presidente di Libera, lancia un appello a sostegno di don Ennio Stamile vittima di un atto intimidatorio da parte della ‘ndrangheta con il ritrovamento di un capretto morto in una busta della spazzatura attaccato allo specchietto della sua auto. «La Calabria – ricorda Don Ciotti – è una terra meravigliosa ma ci sono zone d’ombra dove la ‘ndrangheta è fortemente presente. L’impegno e la coerenza di don Ennio e di Libera ha sempre disturbato e inquietato i giochi criminali e coloro che li coprono. Don Ennio non è solo, appartiene alla grande rete di Libera» di cui e’ coordinatore in Calabria. «Questo episodio – aggiunge don Ciotti – non cambia la voglia, la passione, l’impegno da parte nostra a dare continuità al nostro percorso. Non lasciamo solo nessuno. Dobbiamo avere più coraggio e sentire dentro di noi in modo prepotente che l’omertà uccide la verità e la speranza. Oggi – prosegue don Ciotti – si sono aperte diverse brecce. Cresce il numero delle donne che si ribellano, anche per amore verso i figli. Hanno colto un clima diverso e capito che si possono fare passi avanti per rompere certi schemi mafiosi che le hanno tolto liberta’ e dignita’. Si aprono scenari in cui ci sono donne che si mettono in gioco per dire “basta”».
“La speranza – conclude don Ciotti – ha bisogno del contributo di ciascuno di noi. Non dobbiamo spaventarci e lasciare soli coloro che subiscono atti intimidatori. Bisogna trovare la forza di mettere insieme i nostri pensieri e le nostre energie. Dobbiamo non restare prigionieri della realtà e ricordarci che la vita e’ una sintesi instabile tra la realta’ e il sogno. Dobbiamo pensare che con l’impegno di tutti e’ possibile cambiare».

«Tutte le Caritas Diocesane Calabria esprimono solidarietà a Don Ennio Stamile, amico e parroco impegnato nel contrasto alla mafia». Cosi padre Valerio Di Trapani delegato regionale Caritas Calabria si è espresso appena appresa la notizia. «Intimidire chi fa un lavoro prezioso, silenzioso e importante, chi si impegna, chi con la sua opera di evangelizzazione quotidianamente contrasta l’agire mafioso – prosegue – è un atto vile e ignobile, che smuove le nostre coscienze e ci sprona a proseguire con tenacia il nostro cammino. Il convegno regionale Caritas, dove anche don Ennio è stato relatore, si intitolava ‘Non a parole ma con i Fatti’, è questo quello che anche noi quotidianamente proviamo a fare in tutte le Diocesi, è questo l’unico modo per fermare la mentalità mafiosa, per stare vicino e dar forza a chi si impegna cosi tanto. Un impegno che la Caritas sta portando avanti è il progetto ‘Costruire Speranza’, un’esperienza che punta alla scoperta del territorio, l’utilizzo di buone prassi, al riuso di beni sequestrati alla criminalità trasformandoli in luoghi vivi ed accoglienti, utilizzo di Opere Segno come impegno tangibile di unione e contrasto all’agire mafioso».

Legacoop Calabria con il presidente Nazionale Mauro Lusetti e la presidenza Nazionale di Legacoop sono vicine a Don Ennio Stamile e condannano il vile gesto intimidatorio compiuto nei suoi confronti. «Il lavoro paziente e tenace di don Ennio – è scritto in una nota – sta contribuendo fortemente a costruire una rinnovata sensibilità civica, ed un cambiamento nelle coscienze che guardano alla legalità come unica via di riscatto per la Calabria. Siamo a fianco a Don Ennio e a Libera nel portare avanti l’impegno per l’affermazione della legalità e andremo avanti insieme su questa strada con tutte le forze positive che si adoperano per questo fine».

«Esprimo piena solidarietà a don Ennio Stamile per il grave e inquietante atto intimidatorio subito che scuote le coscienze di tutti i cittadini perbene e ribadisce ancora una volta la centralità, in Calabria, delle questioni sicurezza e legalità». E’ quanto afferma Maria Grazia Laganà Fortugno. «Quanto accaduto – prosegue – mette in evidenza uno scenario non più tollerabile, che condiziona attraverso la violenza e la sopraffazione mafiosa la vita e l’ordine sociale e democratico di intere comunità. L’opera instancabile di don Ennio sui fronti educativo, formativo, sociale e civile rappresenta la migliore arma contro la ‘ndrangheta che proprio da silenzio e disimpegno trae forza. Per questo motivo, ne sono certa, la Calabria onesta continuerà a porsi, con rinnovata determinazione, al fianco di don Ennio e di Libera per proseguire senza timore lungo il percorso di riscatto sociale, culturale e civile che questa regione non può vedere interrotto».

«Piena solidarietà viene espressa dalla Cisl Calabria e dalla Cisl di Cosenza a don Ennio Stamile, coordinatore calabrese dell’associazione Libera contro le mafie, oggetto di una grave azione intimidatoria in questi giorni. Avvenimenti di questo genere – affermano il segretario generale Cisl Calabria Paolo Tramonti e quello generale Cisl Cosenza Tonino Russo – sono ancora più inaccettabili perché mirati a colpire chi, come don Ennio Stamile, è quotidianamente impegnato nel sociale a difesa della parte più debole della popolazione. Per questi motivi è importante intensificare le attività di contrasto verso episodi di illegalità e criminalità che vanno a penalizzare l’intera comunità calabrese. Nel ribadire la più convinta solidarietà, la Cisl esprime piena certezza che il prezioso lavoro svolto da Don Ennio Stamile proseguirà senza esitazioni e con qualificato impegno».

 

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