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Cosenza Street Parade, il modo alternativo di affrontare il Carnevale

Cosenza Street Parade, il modo alternativo di affrontare il Carnevale

Appuntamento a Piazza Loreto per le 17: la sinistra antagonista cittadina darà vita ad una Street Parade per la rivendicazione di tutti i diritti.

Giorni molto movimentati per la sinistra antagonista cosentina. Ieri mattina ha risposto compatta all’appello lanciato dai movimenti circa la mobilitazione antifascista per l’arrivo di Forza Nuova a Cosenza, oggi pomeriggio invece festeggerà il Carnevale a modo suo. L’appuntamento è fissato per le 17 a Piazza Loreto.

«Carnevale è il giorno in cui tradizionalmente i ruoli si ribaltano – scrivono in una nota – Carnevale, il giorno in cui i deboli, gli abusati, gli emarginati si rivalgono sui potenti; Carnevale, il giorno in cui il brulicante “mondo di sotto” preme festosamente per surclassare la prepotenza del “mondo di sopra”». Per questa ragione, diverse realtà della città hanno deciso di organizzare una gioiosa Street Parade, all’insegna dell’allegra, ma consapevole, rivendicazione di tutti i diritti, dalla A alla Z, perché, fuor di ogni dubbio, in tema di diritti non ci sono graduatorie di merito.

«Tutti i diritti, infatti, sono prioritari, in quanto inalienabili, in quanto strettamente legati alla liberta di espressione insita in ogni essere umano – scrivono nel loro comunicato – Menti e corpi, quindi, celebreranno un Carnevale alternativo, al ritmo di più generi musicali, dalla dancehall della Mujina Crew alla techno di Robert Eno. Organizzano la giornata il Comitato Prendocasa, la costellazione del Cosenza Pride, Restart Cosenza Vecchia, Auditorium Popolare Cosenza, Eos Arcigay, il collettivo universitario Progetto Azadi, con il supporto del gruppo ultrà Cosenza Vecchia. Al termine della parata, grande sorpresa in una zona X di Viale Giacomo Mancini: l’artista Marco Cotroneo e il Comitato Prendocasa nuovamente insieme per lasciare tutte le cosentine e i cosentini a bocca aperta. Anche quando scherziamo, come ogni giorno, non smettiamo di lottare».

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