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Sputi e minacce in un centro estetico, arriva la condanna per gli imputati

Sputi e minacce in un centro estetico, arriva la condanna per gli imputati

Sono stati condannati entrambi G.F e G.M., padre e figlia, per avere insieme minacciato nel 2014 la sig.ra T.N., titolare di un centro estetico, colpevole secondo loro di essere forse troppo severa con la giovane imputata, al tempo diciottenne apprendista in prova per qualche mese presso l’attività.

Nello specifico, dopo la richiesta della titolare di svolgere una normale attività, che però fu percepita dall’apprendista come ingiusta, un pomeriggio di luglio, G. M. fece intervenire il padre e un’amica (che però rimase sulla porta) per “risolvere la questione”.

L’imputato si recò dunque immediatamente presso il centro estetico e, nonostante la presenza di una cliente attonita, prima minacciò con veemenza la donna, avvertendola che “non sapeva con chi aveva a che fare” e successivamente, insieme alla figlia, intimorì T.N. avvisandola che avrebbe presto trovato “una bella sorpresa”. Il tutto condito da pesanti insulti (oggi non più perseguibili in sede penale) e sputi.

Qualche minuto di paura terminato solo dopo l’intevento della sorella della vittima e con l’avviso di aver allertato i carabinieri. Paura però proseguita nei giorni successivi, che videro la signora “osservata” dall’uomo all’uscita del centro estetico.

L'avvocato Chiara Penna
L’avvocato Chiara Penna

Ieri per questa condotta, da parte del Tribunale monocratico di Cosenza è arrivata nei confronti degli imputati la condanna a 500 euro di multa e al pagamento, oltre che che delle spese processuali, di 2500 euro per il ristoro dei danni patiti dalla persona offesa costituita parte civile e difesa dall’avvocato Chiara Penna, alla quale la vittima si era immediatamente rivolta per presentare querela.

Una vicenda che somiglia ad altre più recenti che sempre più spesso vedono gli insegnanti e gli educatori vittime di minacce e addirittura lesioni da parte di giovani figli, incapaci di accettare rimproveri, e genitori che corrono in loro soccorso in modo del tutto diseducativo.

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