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Scalea, a tutto De Pascale: “Ecco come siamo usciti dalla crisi. Play-off? Noi ci crediamo”

Scalea, a tutto De Pascale: “Ecco come siamo usciti dalla crisi. Play-off? Noi ci crediamo”

“Ringrazio la società per essermi stata vicino anche quando abbiamo perso 5 partite consecutive. Mi piace pensare che la dirigenza abbia voluto credere nel mio lavoro e soprattutto nella mia persona. Con l’Amantea dico che…”

 

Un girone di ritorno da favola, con la consapevolezza che il meglio possa ancora arrivare. Ai microfoni di Cosenza Channel si confida il mister dello Scalea Maurizio De Pascale. I biancostellati sono in uno stato di forma smagliante e, dopo un periodo negativo tra novembre e dicembre che li aveva risucchiati nella zona caldissima, sono pian pianino risaliti nelle posizioni più consone ai valori della squadra e sognare addirittura i play-off, non sembra più solo un’utopia.

Ben sette i risultati utili consecutivi con 15 punti raccolti in questo 2018. Qual è il segreto della vostra rinascita?
“Nel calcio non esistono segreti ma solo lavoro costante e duro. Quel lavoro che poi ti porta alla prestazione della domenica, dove ognuno è tenuto a mettere in pratica ciò che viene chiesto dal mister. Diciamo che tutto questo veniva succedeva anche nel periodo buio delle cinque sconfitte di fila. Ma in quel periodo, nonostante esprimessimo un buon calcio, non riuscivamo ad ottenere i risultati.  L’attenzione massima che bisognava avere per tutta la partita era altalenante, i gol che prendevamo erano dovuti ad errori banali ed evitabilissimi. Oltre a questo non eravamo baciati dalla fortuna: i numerosi infortuni e le diverse squalifiche hanno pesato nel corso del periodo nero. Vivere quei momenti non è stato bello per nessuno. Abbiamo sofferto insieme, abbiamo sperato e soprattutto lavorato affinché ne uscissimo presto. La sosta natalizia – spiega De Pascale – ci ha dato una grande mano. Abbiamo lavorato sotto l’aspetto psicologico e dell’autostima sia dei singoli che del gruppo. I risultati che abbiamo ottenuto in questo periodo di forma dicono che ne siamo usciti alla grandissima ma mai abbassare la guardia perché basta poco per ritornare nell’incubo. Apro una piccola parentesi. Voglio elogiare e ringraziare la mia società per essermi stata vicino anche in quei momenti. Mi piace pensare che la dirigenza abbia voluto credere nel mio lavoro e soprattutto nella mia persona, dandomi la possibilità di continuare a lavorare per poter poi dimostrare di uscire da quella piccola crisi. Sapete, si pensa nel calcio bisogna esonerare l’allenatore in caso di risultati negativi, ma, non per vantarmi, io sono la prova concreta che non sempre questo è vero e la mia società ha dato dimostrazione che a volte è preferibile soffrire e sperare per poi risorgere più forti di prima. Ringrazio con tutto il cuore i vertici dello Scalea calcio e anche i giocatori, che non smettono mai di seguire i miei consigli. Spero di continuare a lungo con questa squadra e dare ancora a loro atto di riconoscenza con i risultati positivi”.

Domenica però, pareggio beffa contro il Siderno. Quando ormai pensavate di aver portato a casa l’ennesima vittoria è arrivato il gol in pieno recupero degli ospiti. Un brutto colpo per voi. Cos’ha detto ai suoi giocatori?
“Due punti persi in una gara dominata per tutto l’arco dei 90’. Abbiamo giocato un’ottima partita. Temevamo i nostri avversari in quanto occupano la seconda piazza in classifica e sapevamo quanto fosse importante raccogliere il massimo dei punti. Noi ci abbiamo provato in tutti i modi riuscendo ad esprimere un buon calcio. Loro hanno avuto pochissime occasioni: il rigore “generoso” concesso dall’arbitro e quella del pareggio al 93’, per una nostra grave distrazione difensiva che avremmo potuto benissimo evitare con un pizzico di esperienza in più. Il calcio però insegna che chi commette un errore viene punito quasi sempre e così è stato. Peccato, perché per il gioco espresso meritavamo i tre punti. Ai ragazzi ho semplicemente ribadito di aver fatto un’altra grande prestazione ed ho fatto notare loro che i nostri avversari sono secondi in classifica, ovviamente per loro meriti, mentre noi occupiamo una posizione che non rispecchia il nostro valore.

Crede che questa beffa possa influire sulla prossima gara?
“Non credo vada ad influire nella prossima partita ma bensì dà ancora più stimolo e motivazione per andare a prendere i punti persi domenica in casa. Ai ragazzi, dalla prima di ritorno sto chiedendo di dare continuità ai risultati, alle prestazioni e di lavorare di più nella settimana per evitare clamorosi svarioni”.

La speranza è l’ultima a morire. Credete di raggiungere i playoff continuando a macinare punti?
“Sia io che i ragazzi crediamo in quello che stiamo facendo in questa stagione. Avevamo prefissato di iniziare un ciclo nuovo partendo dal girone di ritorno, cercando di fare punti su punti. Alla fine del campionato vedremo dove saremo arrivati e quello sarà il responso. Nel calcio puoi fare tutti i calcoli che vuoi ma ciò che conta è il rettangolo verde. Se dovesse arrivare il piazzamento ai playoff sarebbe il giusto riconoscimento per ciò che abbiamo passato, per come ci siamo risollevati e per cosa stiamo compiendo in questo momento di forma eccellente. Noi ci crediamo e ci speriamo, ovviamente”.

Sta dando molto spazio a due giovani molto promettenti, Ciuccio e Marcianò. Come li carica prima di scendere in campo? Che prospettive di miglioramento hanno?
“Diciamo che adoro lavorare con i giovani e credetemi, ottenere dei riscontri positivi sui ragazzi stessi è qualcosa che gratifica e appaga il proprio lavoro. Ho il piacere di allenare un gruppo di uomini, prima che calciatori dove spiccano diversi under di grande prospettiva. Consentimi di dire che per qualcuno di loro la categoria sia riduttiva e mi auguro che arrivino dove meritano di giocare. Ne ha citati due ma le assicuro che in rosa sono presenti altri ottimi giovani. Ciuccio e Marcianò li ho soprannominati i due folletti. Ebbene sì, sono due pedine fondamentali in questo momento. La fortuna di un allenatore è inserire il singolo nella posizione in cui rende meglio. Nel loro caso ho dato dei ruoli importanti, dimostrando con ottime prestazioni di meritare una maglia da titolare. Al di là dei singoli, io parlerei dei collettivo. Il calcio è un gioco di squadra dove ognuno svolge dei compiti ben precisi e in questo preciso istante noi stiamo remando tutti dalla stessa parte. Credo che tutti possano migliorare le proprie qualità, piccolo o grande che siano. La prospettiva la si crea lavorando sodo. Non arriva dal nulla e soprattutto non ti aspetta”.

Nel prossimo turno c’è il derby tirrenico con l’Amantea che all’andata vi beffò in casa vostra per 3-2. Come la sta preparando?
“I ragazzi sanno che devono rispettare tutti ma sottovalutare nessuno, tanto meno chi potrebbe dare segnali di crisi in questo momento. Ogni partita va preparata nei minimi dettagli affinché si possa portare a casa un risultato positivo. La sconfitta dell’andata brucia ancora. Abbiamo perso a causa di tre episodi determinanti: l’autogol, la punizione all’incrocio dei pali e il rigore ancora una volta concesso troppo facilmente”.

Tra quanto rivedremo bomber Margiotta ancora fermo ai box per infortunio? Può essere lui l’arma in più per questo finale di campionato?
“Enzo ha avuto un’annata un po’ sfortunata. Per me è un giocatore fondamentale nel gioco della squadra. Parlano i suoi gol nonostante abbia giocato davvero poco per i problemi fisici. E’ un leader sia fuori che dentro il campo. La sua mancanza si fa sentire e credo che il suo rientro sia previsto fra qualche partita”.

Uno sguardo alle parti alte del campionato per finire. Il Locri già con un piede e mezzo in Serie D. Chi tra le altre vede favorita per la vittoria dei play-off?
“Il Locri ha costruito un organico di tutto rispetto. Questograzie al lavoro di un DS che conosce benissimo la categoria, un mister molto preparato e dei giocatori formidabili. La società ha dimostrato che con un’attenta selezione dell’organico si è riusciti a compiere una stagione sopra le righe. Su ogni campo ha dimostrato di meritare la vittoria del campionato ed il salto in una categoria come la Serie D che dal punto di vista dei tifosi, del blasone e della storia la vedrà protagonista anche il prossimo anno. Riguardo i playoff, ancora non si può dire con certezza chi li disputerà ma fra quattro o cinque giornate la griglia sarà ben definita. Chissà che spunti anche qualche sorpresa verso la fine della stagione, ma il copione è ancora tutto da scrivere. Un grosso in bocca al lupo a tutti e spero che a disputare i playoff ci arrivino squadre che hanno lottato con i sangue e con i denti per ottenere questo ambito traguardo” (Fabrizio Frasca)

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