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Braglia: «Cosenza, fatti furbo e non rilassarti»

Braglia: «Cosenza, fatti furbo e non rilassarti»

Il tecnico rossoblù Piero Braglia alla vigilia della sfida con la Casertana: «Il 3-4-3 non si inculca in una settimana. Cercheremo di dare una mano a Perez in attacco».

E’ stata una settimana un po’ più corta del previsto per i rossoblù di Piero Braglia. Il Cosenza ha giocato lunedì sera contro la Reggina ed ha avuto meno tempo del solito per preparare la trasferta di Caserta. Ormai sono 11 gare senza perdere, ma le ultime 4 concluse senza riassaporare la vittoria. «Dobbiamo darci delle risposte perché, ultimamente, quando facciamo gol tendiamo a rilassarci. Abbiamo lavorato un po’ in settimana, cercheremo di stare più alto. Sia chiaro che però io non deluso, dobbiamo diventare più furbi. Gli altri stanno a terra per tanto tempo e noi mai, gli altri ci innervosiscono e noi non la facciamo mai».

I numeri della Casertana parlano chiaro: è una squadra da trasferta e segna molto poco. «Noi dobbiamo fare la nostra partita e non mi fido mai dei numeri – taglia corto Braglia – Dobbiamo stare attenti a tutte le avversarie, loro stanno meglio del passato ed hanno calciatori di valore per la categoria. Sono partiti male come il Cosenza, hanno cambiato allenatore e ci hanno dato tre gol al Marulla. Giocheranno 3-5-2, ma possono mettere Turchetta mezzala e sfruttare le due punte. D’Angelo è uno che ama cambiare».

Braglia è alle prese con dei problemi difensivi. «Soluzioni in difesa ne abbiamo: si può adattare Corsi, si può adattare D’Orazio e si può recuperare Pasqualoni che ha avuto una distorsione alla caviglia: è qualcosa però che si porta dietro da un po’ di tempo. Ieri ho chiamato Camigliano: deve farsi rispettare di più perché con noi ha giocato due volte e ha preso due legnate».

Cambio modulo? Ancora forse non è il momento, ma a Braglia piacerebbe un giorno disegnare il tanto amato 3-4-3. «Non c’è bisogno per adesso, anche se abbiamo fatto qualcosina. I nostri centrali di centrocampo non sono abituati a giocare a due, ma a tre. Parliamo di qualcosa che non si può inculcare in una settimana. Perez? Aveva un problema sotto il piede e ha giocato con un’infiltrazione, è giusto dirlo. Serve fare giocarlo in questo momento, ma lui deve tirarsi fuori lui: faremo qualcosa per aiutarlo».

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