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Trocini si racconta: gli inizi, la Juve, il Rende. “A 23 anni decisi di ripartire dal Dipignano”

Trocini si racconta: gli inizi, la Juve, il Rende. “A 23 anni decisi di ripartire dal Dipignano”

L’attuale allenatore del Rende ha raccontato la sua carriera ed i suoi due anni alla Juve da aggregato in prima squadra. “In panchina c’era Trapattoni, in campo Baggio e Vialli. Erano gli anni della rinascita bianconera”.

 

Interessante intervista concessa dall’allenatore del Rende Bruno Trocini al sito di Gianluca Di Marzio, noto giornalista di Sky Sport. Il tecnico della squadra biancorossa ha raccontato la sua carriera, i suoi inizi, quello che sta facendo con il Rende e quali sono i suoi progetti futuri. Tra gli aneddoti più interessanti c’è anche il suo approdo alla Juventus da giovanissimo e poi il suo ritorno in Calabria: “A 15 anni Gianni Di Marzio, allenatore del Cosenza, mi portò in ritiro con la prima squadra, l’anno successivo Reja mi fece esordire in Serie B. Poi la Juventus…Due anni di Primavera, quasi sempre aggregato con la Prima Squadra: in panchina c’era Trapattoni, in campo Baggio e Vialli. Erano gli anni della rinascita bianconera, il Trap era un grande padre prima ancora che un grande allenatore, gestiva il gruppo alla perfezione, metteva una passione incredibile in tutto quello che faceva…Contro l’Ancona in campionato – racconta Trocini –  stavo per entrare in campo, la gara era ferma sullo 0-0, mi riscaldai per circa 20 minuti. Poi segnò Julio Cesar e al mio posto entrò Galia…Fui mandato in prestito al Trento, in Serie C2, poi rifiutai alcune destinazioni. A 21 anni rinunciai a due anni di contratto che ancora avevo con la Juventus per praticamente smettere di giocare a calcio…Ero giovane, guadagnavo già abbastanza soldi con il calcio per l’età che avevo, ma stare lontano da casa mi aiutò molto a capire il vero senso della vita, come funzionavano tante cose. Così a 23 anni decisi di tornare a giocare in Promozione nel Dipignano (era il 1996/1997, ndr), squadra del mio Paese. Poi andai al Castrovillari, in C2: vicino casa, ero iscritto all’Università e potevo anche studiare”. Da lì tanti anni tra i prof., il ritiro e l’approdo allla panchina del Rende, dov’era stato capitano e simbolo: “Ero il capitano della squadra che vinse il campionato di Serie D e che sfiorò la C1, il direttore sportivo era Massimiliano Mirabelli: dirigente che aveva tutto sotto controllo, molto presente. Dopo la stagione alla Juniores del Cosenza, la mia prima da allenatore, ricevetti una chiamata da Rende: ‘Ti va di occuparti del nostro settore giovanile?’. Accettai e quattro mesi più tardi mi ritrovai a guidare la Prima Squadra in Serie D che era ultima in classifica e praticamente già retrocessa…”. Il resto è storia nota. Con dapprima la salvezza in D, poi lo splendido campionato della scorsa annata e quello altrettanto sorprendente di quest’anno in Serie C.

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