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Debiti del sindaco con Equitalia, fuoco e fiamme tra Guccione e Occhiuto. Ma (ad oggi) solo parole…

Debiti del sindaco con Equitalia, fuoco e fiamme tra Guccione e Occhiuto. Ma (ad oggi) solo parole…

Sembra di essere ritornati al periodo dell’ultima campagna elettorale di Cosenza, dove la coalizione di centrosinistra un giorno sì e l’altro pure parlava (solo) dei debiti personali del sindaco Mario Occhiuto e ne invocava, attraverso il commissario prefettizio, l’ineleggibilità. Aspetto su cui Cosenza Channel si è soffermato, dedicandoci un servizio a parte. 

Oggi ci risiamo. Dai decreti ingiuntivi a pioggia su Palazzo dei Bruzi alla cartella di Equitalia indirizzata al sindaco Mario Occhiuto, sulla quale il Pd sta spingendo molto in questa ultima settimana.

Da un lato Carlo Guccione in prima linea – anche se oggi in conferenza stampa erano presenti anche la consigliere comunale Bianca Rende e il consigliere comunale Damiano Covelli – dall’altro tutta la maggioranza schierata a difesa del primo cittadino.

Il consigliere regionale del Pd, Carlo Guccione ha detto che «il sindaco Occhiuto non deve fare la vittima, ne noi vogliamo strumentalizzare, ma la verità è che i cosentini rischiano di pagare i suoi debiti privati». Il politico dell’area Dems si riferisce alla sentenza emessa dal tribunale di Cosenza che ha evidenziato come il comune di Cosenza abbia ingiustamente versato ad Occhiuto lo stipendio di sindaco anziché accantonarlo in modo da sanare i suoi debiti personali, che ammontano a oltre un milione e mezzo di euro di tasse non pagate allo Stato.

Poi i tre consiglieri di opposizione hanno parlato dei 19 milioni di euro di debiti maturati negli anni dalla gestione del sindaco Mario Occhiuto. «Diciannove milioni – ha detto – sono solo quelli che siamo riusciti ad accertare. I cosentini devono sapere da chi sono amministrati. È un falso che i debiti provengano dalle amministrazioni precedenti e ho i documenti che lo provano. Anche il Tar ha evidenziato un danno erariale e ha inviato gli incartamenti alla Corte dei conti per accertare le responsabilità. Tutto questo sarà discusso in Consiglio per trasparenza».

OCCHIUTO REPLICA. «Una montagna di falsità. Il Comune non ha mai pagato per conto mio e mai pagherà. C’è una procedura in corso, ma il problema sono gli attacchi personali perché questi soggetti in campagna elettorale non perdono mai occasione per strumentalizzare qualsiasi cosa». Dal canto suo il sindaco non perde occasione di ribadire che tutti gli attacchi che gli arrivano dai banchi dell’opposizione sono poco credibili e fa riferimento al processo in corso presso il tribunale di Reggio Calabria che vede come imputato per l’inchiesta “Rimborsopoli” proprio Carlo Guccione. «Sono le stesse persone che hanno fatto la cresta sui rimborsi e sono state rinviate a giudizio. Da loro non può venire nessuna lezione di moralità», ha concluso l’architetto.

A margine di ciò, è necessario far notare che l’opposizione dal giorno in cui Occhiuto è stato eletto per la seconda volta sindaco non ha mai promosso in Consiglio comunale un punto specifico su questi debiti che non li scopriamo di certo oggi, ma sono noti da tempo. Come prevedono le norme, e non le chiacchiere, è all’interno del consiglio comunale che un sindaco è tenuto a chiarire la sua posizione sull’ipotesi di incompatibilità o meno rispetto a fatti evidenti che oggi sono contenuti nella sentenza emessa dal tribunale di Cosenza. Altrimenti rimaniamo sul terreno dello scontro elettorale e dal giorno dopo le elezioni tutto ritornerà come prima. Ognuno si leccherà le ferite per gli esiti delle urne e ci si dimenticherà di affrontare determinate questioni. (a. a.)

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