Tutte 728×90
Tutte 728×90

Cosenza, nervosismo o stanchezza? I cartellini rossi fioccano

Cosenza, nervosismo o stanchezza? I cartellini rossi fioccano

In stagione per otto volte il Cosenza ha subito il provvedimento più duro. Ma è nel recente tour de force che le espulsioni, alcune comminate senza alcuna logica, sono risultate più frequenti.

C’è un problema cartellini rossi per il Cosenza. Lo dicono i numeri delle ultime partite, dove, giusto sottolinearlo subito, non sempre gli arbitri hanno diretto in modo ineccepibile gli incontri dei rossoblù. Gli errori commessi in alcune gare sono lampanti al punto che le proteste di calciatori e tifosi sono giustificate come non mai.

Lasciando nel novero degli episodi casuali il rosso diretto a Corsi durante l’esordio a Monopoli e quello di Tutino in occasione del tracollo interno con la Casertana, le prime avvisaglie ci furono a gennaio con l’espulsione di Calamai nella sfida casalinga vinta col Matera.

Le cose si sono complicate a partire dal derby con la Reggina (Pascali anzitempo sotto la doccia), si sono maledettamente incrinate a Viterbo (Mungo e Loviso hanno lasciato in nove i compagni per troppo zelo dell’arbitro) e sono proseguite sui binari sbagliati a Bisceglie e con l’Akragas. In puglia Dermaku ha chiuso prima la sua partita a causa di un doppio giallo e Braglia è stato espulso per proteste, domenica sera invece Trovato ha reagito in malo modo sotto gli occhi dell’arbitro.

In tutto, tra campionato e Coppa Italia, sono otto le volte che il Cosenza ha subito il più duro dei provvedimenti disciplinari, come detto non sempre conseguenza di un atteggiamento volto ad infrangere il regolamento. Del resto quanto accaduto a Viterbo ne è la testimonianza lampante e il recente nervosismo potrebbe essere figlio di un eccessivo carico di lavoro che ha portato Corsi e compagni a scendere in campo al ritmo quasi di una volta ogni tre giorni. (Francesco Pellicori)

Related posts