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Addio al Mondo | Pagliuso jr: «Portò entusiasmo, poi si ruppe l’incantesimo»

Addio al Mondo | Pagliuso jr: «Portò entusiasmo, poi si ruppe l’incantesimo»

Luca Pagliuso traccia un ricordo nitido di Emiliano Mondonico: «Era un grande uomo, un grande gestore di risorse umane e molto legato a mio padre. Fu fondamentale Lentini per portarlo a Cosenza».

Luca Pagliuso si è commosso nell’apprendere la notizia della scomparsa di Emiliano Mondonico. «Non posso che stringermi attorno alla sua famiglia, mancherà a tutti» ha detto a caldo.

Furono proprio Luca Pagliuso e Ciccio Marino ad incontrare a Milano Emiliano Mondonico per la prima volta. «Vero, l’approccio lo facemmo noi – ricorda – Era allenatore di primo livello, reduce dell’annata a Napoli in cui non riuscì nell’impresa di salvare i partenopeo. Cercai di fargli capire che Cosenza era piazza ambita ed accolse con entusiasmo l’offerta lavoro. Lentini fu importante nel fargli dire di sì dopo un paio di giorni riflessione. Firmò un biennale e il suo arrivo generò un grandissimo entusiasmo. Nella prima parte di campionato arrivammo in alto, vincemmo a Crotone e tutto sembrava andare per il verso giusto. Poi si ruppe l’incantesimo e la squadra inanellò una serie negativa che ci costrinse a sollevarlo dall’incarico. Tornò anche la stagione seguente, ma era tutto diverso».

Luca Pagliuso traccia anche un profilo extra-sportivo. «Era un grande uomo, un grande gestore di risorse umane e di spogliatoio. Era legato tantissimo a mio padre. A tavola non mancavano mai salsiccie e vino: parlavano poco di calcio e molto di altro. La cosa che incrinò il rapporto fu sicuramente il primo esonero: a Mondonico non andò mai giù. Era un tecnico importante, ma figlio di un vecchio calcio. Mostrava personalità e intelligenza, ma il passaggio dalla vecchia alla nuova generazione gli fece fare un po’ ti fatica nonostante dopo Cosenza vinse un campionato a Firenze. Fu una persona che si mise sempre in discussione ». (Antonio Clausi)

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