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Addio al Mondo | Pagliuso sr: «Venne a Cosenza per la A, è il mio cruccio più grande»

Addio al Mondo | Pagliuso sr: «Venne a Cosenza per la A, è il mio cruccio più grande»

Il presidente Paolo Fabiano Pagliuso con la voce rotta dall’emozione ricorda: «Mondonico spesso era a cena a casa mia: amava i salumi e il vino calabrese. E’ andato via un amico prima che un allenatore».

Paolo Fabiano Pagliuso, dirigente di lungo corso della storia del Cosenza calcio, sia nei momenti di gloria che di dolore, al telefono ha difficoltà a tirare fuori le parole giuste per parlare di Emiliano Mondonico, il tecnico lombardo che si è spento nella mattinata odierna. «Sotto la mia gestione, ho avuto tanti allenatori, ma tra tutti sono rimasti nel mio cuore Mondonico e Bortolo Mutti».

Mondonico negli anni ’90 fu, per due stagioni, allenatore dei Lupi. L’ex presidente Pagliuso ricorda lo sforzo fatto per portarlo in riva al Crati: «Non solo mi costò un occhio della testa, ma avevo la volontà di portare i lupi in Serie A, mio sogno mai realizzato di cui sono, tutt’ora, rammaricato. La commozione e il dispiacere della sua dipartita è grande».

Pagliuso, poi, svela un aneddoto parlando di Mondonico: «Era un uomo eccezionale. Abitava in una cascina, vicino Milano. Mi ospitò facendomi assaggiare i salumi del posto. Quando venne a Cosenza, io mi dilettavo a fargli assaggiare le nostre specialità. E la sera veniva spesso a cenare a casa mia e, dato che i nostri salumi sono diversi rispetto a quelli del Nord, gli offrivo una fetta di soppressata ed un bicchiere di vino».

Il presidente non manca di ritrarre un suo personale profilo del “Mondo”: «E’ un momento di grande tristezza. Mondonico era un grande tecnico e un amico. Noi l’avevamo convinto a farlo arrivare a Cosenza per portare il club in A. Era un gran signore, un uomo di vecchia generazione, un uomo d’onore, serio, reale, corretto. Non spetta a me giudicarlo, ha fatto una grande carriera. Poi venne esonerato, ma non fui io a farlo».

Nel rimembrare il passato a Pagliuso torna in mente un altro scorcio del rapporto con Mondonico: «Mi ricordo che ad un certo punto della stagione mi disse “presidé noi abbiamo una buona squadra… ma è arrivato il momento del salto di qualità”. Non ci riuscimmo, nonostante il miglioramento della squadra e la colpa non era né nostra né sua. Colgo, infine, l’occasione per mandare le mie condoglianze ai familiari del mister». (Giulio Cava)

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