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Olympic Rossanese, Zangaro non si arrende: “Vinciamole tutte. Eccellenza? Anche dai play-off”

Olympic Rossanese, Zangaro non si arrende: “Vinciamole tutte. Eccellenza? Anche dai play-off”

Il capitano dei bizantini ha parlato anche sel passato e sull’aver solo sfiorato il professionismo: “Ognuno raccoglie ciò che ha seminato durante l’arco di tutta la vita, evidentemente io ho meritato questo perché non ho seminato abbastanza”.

 

Un campionato da protagonista, trascinatore e, novità, anche da bomber. Vito Zangaro, attaccante classe 1989 e capitano dell’Olympic Rossanese, si confida ai microfoni di Cosenza Channel parlandoci di questa stagione e della sua carriera.

Alla sua prima stagione in Promozione dopo tanti anni tra Serie D ed Eccellenza, è riuscito a segnare diciassette gol, uno score pazzesco in confronto alle annate precedenti in cui ha realizzato pochissime reti. E’ davvero un grande traguardo, come si sente?
“In questa stagione è come se segnare fosse diventata la cosa più facile del mondo, un po’ come bere un bicchiere d’acqua, ma non è così. Realizzare così tante reti, anche a questi livelli, non è mai facile perché ci sono un sacco di fattori che rendono il tutto più difficile. Strano, ma vero il mio punto forte è stato sempre quello di uomo assist, non di goleador. Il gol, a parte in questa stagione, non si è mai radicato nelle mie vene anche se sono un attaccante.”

Un dualismo tra Rossano e Corigliano che ha monopolizzato il campionato e la classifica marcatori. Lei che è nativo di Rossano come lo vive il derby?
“I derby, come del resto da tutte le parti, sono gare a se e con una storia tutta diversa dalle semplici partite contro le altre formazioni che militano in campionato. Dalla stracittadina di Milano, tra Inter e Milan, alla classica sfida tra due città piccole come Rossano e Corigliano, si respira sempre la stessa aria. Certo il paragone è molto forzato però noi nativi di queste piccole realtà la viviamo come se fosse il match più importante. L’affetto dei tifosi, le coreografie sugli spalti, tutte cose che rendono ancora più magico questo incontro. Soprattutto in questa stagione, il derby è ancora più sentito visto che ci giochiamo entrambe la vittoria del campionato e la promozione diretta in eccellenza. Purtroppo non sono riuscito a segnare neanche un gol nella stracittadina della ionica, ma sono comunque molto soddisfatto dei risultati che ho ottenuto.”

Avete avuto un periodo di blackout, ma ne siete usciti alla grande recuperando il gap che ora è solo di tre punti dal Corigliano.Vista la sconfitta nello scontro diretto tutto diventa più complicato, la speranza è l’ultima a morire anche in questo caso?
Diciamo che, purtroppo, abbiamo sbagliato tre partite che erano cruciali per il cammino verso la promozione diretta. Bruttissime le due sconfitte prima contro la nostra avversaria diretta, ovvero il Corigliano (0-2), contro la Sambiase Lamezia (2-1) e il pareggio contro il Roggiano (2-2). Passato questo momento abbiamo ripreso il nostro cammino e ci siamo rialzati più forti di prima. Ancora mancano delle partite e noi cercheremo di vincerle tutte per poi sperare in un loro scivolone. Ora il nostro obiettivo è soltanto la vittoria, poi se sarà diretta o dovremo sudarci l’Eccellenza attraverso i play-out, sarà la stessa cosa. Dipenderà tutto da noi. Solo noi siamo gli artefici del nostro destino, nessun altro.”

Qual è stata la barriera che le ha impedito di compiere il salto di qualità per diventare un professionista a tutti gli effetti?
“Nessuna barriera, semplicemente ognuno raccoglie ciò che ha seminato durante l’arco di tutta la vita, evidentemente io ho meritato questo perché non ho seminato abbastanza. Non ho nessun rimpianto. Gioco per la squadra della città in cui sono nato e questo per me è un grande orgoglio. Sto costruendo un cammino importante con i miei compagni e con la società. Purtroppo c’è chi nella vita è più fortunato di altri ed è riuscito a coronare il sogno di diventare un calciatore professionista, per meriti ovviamente. Ma per quanto riguarda la mia vita io sono felice qua dove sto”. (Fabrizio Frasca)

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