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Paolana ad un passo dal “miracolo” salvezza. Il ds Loizzo: “Vi racconto la nostra stagione”

Paolana ad un passo dal “miracolo” salvezza. Il ds Loizzo: “Vi racconto la nostra stagione”

“Le polemiche della Luzzese? Non hanno fatto nemmeno un tiro in porta. Dopo la partita con lo Scalea ci siamo guardati in faccia ed abbiamo svoltato. Play-out contro l’Amantea? Le mie coronarie non reggerebbero”.

 

Un girone di ritorno da grande del campionato ed una salvezza che, solo tre mesi fa, sembrava pura utopia. La Paolana, dopo una lunghissima rincorsa, è invece vicinissima ad una vera e propria impresa sportiva quando mancano 3 giornate alla fine del campionato d’Eccellenza. Domenica scorsa, con la loro vittoria sul campo della Luzzese e la susseguente sconfitta dell’Amantea in casa contro il Cutro, per la prima volta dalla 6^ giornata, lo scorso 15 ottobre, la Paolana sarebbe matematicamente salva, visti i 10 punti di vantaggio che ad oggi, Longo e compagni, darebbero di distacco ai cugini blucerchiati. Ne abbiamo parlato con lo storico Direttore Sportivo dei bianco-azzurri Francesco Loizzo, rientrato quest’anno in società dopo un allontanamento volontario durato tre stagioni.

Direttore, iniziamo dall’ultima partita. Una vittoria per voi fondamentale in casa della Luzzese che però non è stata digerita dai padroni di casa, condannati praticamente alla Promozione dopo questo ko. Cosa risponde alle parole di mister e Presidente luzzesi che hanno in qualche modo sollevato molti dubbi sull’arbitraggio del match di domenica scorsa?
“Innanzitutto ci tengo a dire che capisco l’amarezza di un risultato negativo importante come può essere il ko di domenica per loro. Io personalmente sono il primo ad infervorarmi quando penso di essere vittima di un’ingiustizia. Però la nostra vittoria sul campo è assolutamente meritata. Anche perchè la Luzzese non ha mai tirato una volta verso la nostra porta. Hanno giocato questa partita con troppo nervosismo tant’è che tre espulsioni per proteste sono lì a testimoniare quello che è successo. Li avrei capiti per falli di gioco, anche per reazione. Ma i rossi per proteste stanno a significare un eccessivo nervosismo che forse, chi era in panchina, doveva provare a limitare”.

Un girone fa, contro la Luzzese, uno dei punti più bassi della stagione. Un deludente 0-0 casalingo che, in quel momento, non lasciava per nulla immaginare che, un girone dopo, la Paolana sarebbe riuscita a ritrovarsi con la salvezza in mano. Qual è stata la svolta della stagione?
“Diciamo che quest’anno ci sono state almeno tre partite nelle quali la Paolana non è praticamente scesa in campo. A Soriano, a Siderno ed in casa contro lo Scalea. Soprattutto quest’ultima sconfitta (un clamoroso 0-4, ndr) ci ha lasciato dentro una grande ferita. In quel momento – spiega Loizzo – avevamo umiliano 96 anni di storia, i nostri tifosi, la nostra città e tutto quello che ha sempre rappresentato la Paolana. Ci siamo guardati in faccia ed abbiamo capito che eravamo vicini ad un punto di non ritorno che, al di là di una retrocessione, avrebbe potuto segnare la storia sportiva di ognuno di noi. Da lì siamo ripartiti e, anche grazie agli innesti del mercato di dicembre, stiamo piano piano venendo fuori. Senza dubbio con gli acquisti di un leader come Longo, un centravanti che ci mancava dall’inizio dell’anno, Lucas Vaz, Bilello e under come Polesano e Khouaja , ci siamo sistemati anche in campo. A proposito dei nostri calciatori under- spiega Loizzo – ci sono rimasto male per il fatto che non siano stati minimamente presi in considerazione per il Torneo delle Regioni che si è appena concluso. Avrebbero meritato una chance”.

Quanto c’è di Caligiuri in questa vostra cavalcata e cosa non ha funzionato con gli altri due allenatori Cipparrone e Germano?
“Mister Caligiuri è stato bravissimo ad adattare le sue idee, che erano completamente diverse, agli uomini che si è ritrovato a disposizione qui a Paola. All’inizio dell’anno non è invece stato facile allestire un organico per l’Eccellenza. Mi sono sentito dire tanti no sia da parte di allenatori che di calciatori. Per fare un esempio lo stesso Longo, era stato già contattato in estate per sposare il nostro progetto, ma aveva preferito accasarsi ad Amantea. Poi però grazie alla serietà di questa società che ha sempre mantenuto gli impegni, nel mercato di dicembre siamo stati noi a dover dire di no a tanti calciatori che si proponevano ed avrebbero fatto carte false per vestire la maglia della Paolana”.

Ecco, a proposito del fascino di una maglia storica come la vostra, come mai Paola non riesce ad ambire quanto meno a campionati di vertice in Eccellenza vista la sua storia e la sua tradizione calcistia e, soprattutto, non riesce come un tempo, ad essere un punto di riferimento per tutto il Tirreno a livello calcistico?
“Sono nella Paolana praticamente da 30 anni. In tutto questo tempo ovviamente è cambiata la società in cui viviamo. Un tempo, grazie alla vendita dei cartellini dei nostri migliori calciatori, riuscivamo ad autofinanziarci per campionati di un certo livello anche nell’ex Interreggionale, oggi Serie D. In più, la scelta societaria era proprio incentrata nell’ingaggiare i migliori calciatori degli altri paesi del Tirreno. Ciò permetteva anche un maggiore afflusso allo stadio da parte di tante persone non paolane. La Paolana era un punto di arrivo per tanti. Negli ultimi anni invece la prima cosa che fa un under, oltre a chiedere immediatamente un cospicuo rimborso spese, è quella di pretendere il modulo 108 (lo svincolo automatico a fine anno,ndr). Quest’anno ci abbiamo riprovato, ma non è andata molto bene. I ragazzi ormai non hanno più voglia di soffire ed alle prime difficoltà, anzichè combattere, preferiscono cambiare aria”.

Tre giornate alla fine, calendario alla mano, voi e l’Amantea potreste combattere fino all’ultimo per la disputa o meno dei play-out. Per gli appassionati non interessati, gustarsi una sfida per non retrocedere tra voi e i blucerchiati, sarebbe quasi auspicabile. Lei invece, cosa ne pensa?
“Rischierei di rimetterci le coronarie ed ovviamente non lo spero per nessuna ragione al mondo. Certamente il “Tarsitano” sarebbe una bolgia come non mai. Però non voglio nemmeno pensarci (ride, ndr). Più realisticamente, oggi come oggi, non mi preoccupa affrontare un play-out perchè penso che la Paolana conserverà il margine dei 10 punti sull’Amantea. Più che altro spero che dalla Serie D riescano a salvarsi sia Roccella che, soprattutto, Palmese, visto il nostro storico gemellaggio. In questo modo anche io sarei più tranquillo per me e per la mia squadra”. (Alessandro Storino)

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