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San Pietro in Guarano, ragazzo morto fulminato: in appello annullata una condanna

San Pietro in Guarano, ragazzo morto fulminato: in appello annullata una condanna

Il processo riguardava la morte di un adolescente di San Pietro in Guarano, all’epoca appena diciannovenne, che il 20 giugno 2011 si trovava nel piazzale antistante la chiesa del paese.

Le luminarie per festeggiare San Pietro Apostolo erano state già collegate ai lampioni comunali, i quali, entrati in contatto con il corpo del ragazzo, causarono la morte immediata di quest’ultimo, davanti agli occhi dei coetanei sbigottiti.

Il 31 marzo 2015 il Tribunale di Cosenza, ritenendo raggiunta la prova in ordine alla responsabilità degli imputati, condannò l’architetto Alfonso Quintieri responsabile dell’ufficio tecnico comunale ed il coordinatore della squadra di manutenzione degli impianti pubblici municipali Benedetto Passavanti, rispettivamente ad un anno di reclusione per il primo ed otto mesi di reclusione per il secondo, oltre alla refusione delle spese legali ed al risarcimento del danno alla famiglia del ragazzo.

Ieri la Corte di Appello di Catanzaro, in accoglimento delle richieste di difensori dell’Architetto Quintieri, gli avvocati Nicola Carratelli e Giuseppe Bruno, ha riformato la sentenza emessa dal Tribunale di Cosenza, assolvendo il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di San Pietro in Guarano, per non aver commesso il fatto, essendo emersa la totale estraneità del Quintieri alla triste vicenda.

Confermata, invece, la statuizione relativa alla condanna dell’altro imputato ed al risarcimento del danno di quest’ultimo alle parti civili, rappresentate in giudizio dagli avvocati Cristian Cristiano, Francesco Santelli, Ugo Ledonne, Gaetano Catera e Angela Forte.

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