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Braglia, destino quasi segnato. Trinchera aggrappato al contratto, ma…

Braglia, destino quasi segnato. Trinchera aggrappato al contratto, ma…

Guarascio furibondo per la figura a cui è stato esposto davanti ad ospiti illustri. Col tecnico c’è aria di rottura e il rinnovo è utopia, per il ds tiene banco la questione del biennale.

Il futuro di Braglia è quasi segnato. Probabilmente lo sarebbe anche con un cammino nei playoff di primo livello: solo la B cambierebbe le carte in tavola. Il rapporto con il presidente Guarascio si è logorato quando tutto lasciava presagire che il rinnovo di contratto fosse già pronto. Lo aveva annunciato il patron stesso nella conferenza stampa di presentazione dello sciagurato mercato di gennaio. Invece, settimana dopo settimana, la firma è slittata sempre più fino a diventare quasi utopistica.

L’ex tecnico dell’Alessandria chiuderà la stagione in rossoblù, poi però è probabile che saluterà tutti. Alla base delle frizioni con il presidente c’è la gestione della partita di ritorno con la Viterbese in Coppa Italia, trofeo a cui Guarascio teneva in modo particolare, e chiaramente i risultati nei derby. Quello di andata con il Catanzaro passò in cavalleria grazie all’exploit che portò i Lupi a non perdere per 11 match di fila, ma le partite con le Aquile e con il Rende al Marulla hanno segnato un punto di non ritorno. A questo si aggiunge la questione del figlio Thomas, non convocato per la seconda giornata di fila.

Per Trinchera il discorso è diverso. Saltato Fontana, il ds restò in sella per due ordini di fattori: il biennale che aveva firmato qualche mese prima e perché nella mente del presidente, dopo le esperienze negative che a suo modo di vedere ha vissuto nel recente passato, un capo dell’area tecnica vale l’altro. Non è un’eresia, inoltre, sottolineare come proprio il rendimento portato in termini di risultati da Braglia salvò letteralmente la posizione del direttore sportivo che nella scelta del nuovo tecnico c’entrò tanto quanto. Fu Guarascio in persona a condurre ogni trattativa e a produrre una scelta a margine dei calcoli finanziari dei suoi commercialisti. Su Perez, Okereke, Zommers e Ramos c’è poco da aggiungere se non un concetto fondamentale: furono scelte condivise con il tecnico. Ergo, le colpe vanno divise tra i due.

Dopo lo 0-3 col Rende, Guarascio ha esternato telefonicamente a Trinchera la sua irritazione. Aver sentito dal vivo l’intero stadio mandarlo a quel paese davanti ad ospiti illustri come il rettore dell’Unical Crisci lo ha irritato e se c’è qualcosa che non tollera è quando lo si espone a certe figure. Trinchera, come Braglia, non ha accompagnato la squadra sotto Curva e Tribuna a chiedere scusa per lo storico ko. Lo ha fatto più comodamente dalla sala stampa sottolineando come sia sua abitudine rientrare negli spogliatoi dopo il 90’. Come a novembre, non c’è aria di dimissioni. Guarascio, se vorrà voltare pagina, si vedrà costretto a sollevarlo dall’incarico a fine stagione, magari trovando un accordo per la risoluzione. Ma il “problema Guarascio” non è risolvibile. Da nessuno. Anche se adesso è diventato di dominio pubblico. (Antonio Clausi)

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