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Acri, lo sfogo del Presidente Falcone: “Ora si faccia avanti chi saprà fare meglio di me”

Acri, lo sfogo del Presidente Falcone: “Ora si faccia avanti chi saprà fare meglio di me”

Tramite il profilo facebook della società, il Presidente dei rossoneri Santo Falcone, ha esternato le proprie riflessioni dopo un ko, quello di domenica, che ha praticamente decretato l’addio dell’Acri ai play-off per la Serie D.

 

“La stagione sta per finire, e questo è il tempo delle riflessioni e dei bilanci.
Anche per quello che mi riguarda è arrivato questo momento. In questi giorni ho guardato spesso la foto di Gaetano Bertini al termine della partita persa contro il Cutro: seduto a terra con le lacrime agli occhi.
L’immagine di Gaetano mi ha fatto quasi rincuorare, dopo una sconfitta bruciante e quasi inspiegabile.
Avere in una squadra calciatori, ma soprattutto uomini che lottano, come Gaetano Bertini, ti fa vedere la luce oltre al buio. (vedi foto sotto)

Questo è stato per me un anno ricco di emozioni contrastanti, ho conosciuto tante persone speciali ma ahimè ho anche conosciuto il lato poco positivo di altre. Un campionato è un lungo cammino, non è solo la partita della domenica, ma un percorso lungo e pieno di insidie, che inizia ogni lunedì e per nove mesi riempie tutte le settimane.
La domenica è solo il culmine. Il frutto del lavoro di tante persone: del mister, dello staff ed anche di quei calciatori che sudano la maglia.
Ecco le lacrime del dopo Cutro di tanti, ecco spiegate le lacrime di gente con le palle, come Gaetano Bertini.
Una stagione calcistica non è solo la partita della domenica, ma è anche e soprattutto un’organizzazione meticolosa da curare. Bisogna farlo curando ogni dettaglio, altrimenti rischiamo di essere poco credibili, soprattutto dal punto di vista umano. C’è un campo da curare, da annaffiare, c’è l’erba da tagliare, le tribune da pulire, gli spogliatoi da sistemare. Un grosso lavoro fatto da gente che suda ogni giorno, non solo la domenica. Per portare avanti una stagione c’è bisogno di organizzare le trasferte, contattare i ristoranti per mangiare, avvisare le forze dell’ordine, contattare i sanitari per il servizio durante gli incontri interni, preoccuparsi delle locandine, dei biglietti. Insomma tante cose che tutte insieme portano a quei “maledetti” 90 minuti. Quei minuti, che spesso la domenica ti portano lontano anche dalla tua famiglia e dai tuoi affetti. Lo si fa per passione ed amore per quei colori. Lo si fa con umiltà e con tanto sacrificio.
In questa stagione ho scoperto il lato bello di tanti, ma come dicevo, anche il lato negativo di alcuni. Mi sono ritrovato ad elemosinare il contributo promesso da alcuni sponsor, mi sono ritrovato ad essere preso in giro da qualcuno. Tutto questo per raggiungere quale obiettivo ?
Solo critiche, ancora critiche.
Gli errori li facciamo tutti, anche io ne ho fatti parecchi, ma mai con cattiveria. Forse qualche volta avrei potuto contare fino a 3, lo so, ma la passione e la voglia di creare qualcosa di bello ha prevalso sulla razionalità. Tante volte in questi mesi ho trascorso la notte insonne, chiedendomi : “‘ma chin cazz mi l’ha fatta fear!” Poi però ho pensato a quei ragazzini degli Allievi felici per la vittoria di un campionato, ho pensato a gente che, come me, ha sacrificato le proprie giornate e le domeniche. Per l’amore verso quei colori che qualcuno ha cercato anche di far sbiadire, ma che invece per molti rappresentano l’orgoglio e l’identità di una comunità intera. Quel rossonero rappresenta il calcio ad Acri. E quei colori dovrebbero essere amati a prescindere da ogni risultato. È bello salire sui carri vincenti. Io preferisco provare a costruirlo il carro, magari non mi è riuscito bene, ma c’è.
Nelle mie notti insonni ho pensato anche a questa foto di Bertini dopo il Cutro.
Anche io come Gaetano ho avuto le lacrime agli occhi, considerando tutto l’impegno profuso. Un impegno che mi ha portato però ad essere anche deriso ed umiliato come uomo e tifoso acrese nel vedere tante volte gli spalti vuoti.
A questo punto si faccia avanti chi saprà fare sicuramente meglio di me. Io mi sono limitato a metterci, impegno e faccia. E scusatemi se forse è stato poco. Altri invece sono stati bravi ed abili solo con le chiacchiere e le critiche. Ma non le critiche allo stadio, quelle ci potevano anche stare. Alcuni le critiche le fanno nei bar e nelle piazze: sapete, alcuni di questi al “campo” ci vogliono entrare gratis.
E poi, però, pretendono le vittorie e criticano gli insuccessi. Dimostrandosi tifosi solo con il sudore degli altri”.

Santo Falcone

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