Serie C

Squadre-B in Lega Pro, possono essere promosse e “retrocedere”. Ecco le norme

Le formazioni di A potranno iscrivere da subito le loro seconde squadre in Serie C rispettando una serie di vincoli. Ecco come funzionerà la storica novità che riguarderà l’intero calcio italiano.

Non ci sono più dubbi, almeno in base a ciò che ha rivelato Alessandro Costacurta che nella FIGC sta avendo un ruolo chiave non solo per la scelta del nuovo commissario tecnico (sarà Mancini, ndr), ma anche per rivoluzionare dalle fondamenta la struttura del pallone nostrano. Se da un lato Gravina sperava che le squadre-B venissero introdotte a partire dalla stagione 2019-2020, l’ex difensore del Milan ha sottolineato come da subito le formazioni di Serie A potranno iscrivere le loro seconde squadre in Serie C. Questo, chiaramente, osservando una serie di norme.

Il commissario federale Roberto Fabbricini ha strappato nei giorni scorsi l’ok di Gabriele Gravina e Damiano Tommasi, che dal canto loro hanno intenzione di candidare Giancarlo Abete come nuovo presidente della Federcalcio. Tornando alle seconde squadre, i top club dello Stivale sfrutteranno i ripescaggi per ricomporre il format a 60 squadre. Il primo posto libero spetterà alla seconda squadra di A, il secondo alla squadra di C, il terzo alla qualificata dai playoff di D, il quarto di nuovo alla A, eccetera.

Sono quindi già due le seconde squadre sicure di esordire già dalla prossima stagione. Il format di Lega Pro resta a 60, le società di C sono 56 e ci sono 4 posti liberi per i ripescaggi. Con quali criteri verranno scelte però le formazioni che colmeranno i posti vacanti? Verrà pubblicato un bando, ma i club già sono pronti e vengono citati Juventus, Milan, Inter, Atalanta, Napoli, Roma e Fiorentina.

La novità più grande è che le seconde squadre potranno conquistare la promozione e salire di categoria, a patto che le società di appartenenza non siano nel frattempo retrocesse dalla A alla B. Un esempio? Se il Benevento avesse partecipato contestualmente con la prima squadra al campionato di A retrocedo e con la seconda a quello di Lega Pro ottenendo la promozione, quest’ultima non potrebbe completare il salto di categoria. Una seconda squadra, inoltre, potrà retrocedere, ma non giocherà mai in Serie D, dove perderebbe lo status di professionista. Finirà in coda ai successivi ripescaggi.

Per ciò che concerne, invece, la composizione delle rose, si è scelto un criterio diverso: le seconde squadre potranno schierare solo calciatori che abbiano alle spalle almeno sette anni di tesseramento nel nostro Paese e soltanto giocatori in età convocabile per l’Under 21 (di fatto, quindi, degli Under 23), con l’eccezione di 3 Over. Questi potranno provenire dalle formazioni-A soltanto se avranno giocato più di 5 partite in prima squadra nella stagione in corso. (r. c.)

 

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Redazione Cosenza Channel

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